Lettere a Iacchite’: “La mia impresa è fallita ma il vero soggetto fallimentare è lo stato”

Advertising

Voglio esporre un grave problema che accomuna le piccole e medie imprese, ossia l’insolvenza dei debiti da parte dello Stato Italiano.

Il compito dello Stato sarebbe quello di garantire il processo di sviluppo di ogni impresa, la crescita economica di un paese è dovuta soprattutto agli investimenti dei soggetti privati che supportano il rischio di impresa.

È vero, chi investe si assume direttamente il correlativo rischio di impresa, quello che in gergo viene identificato con l’esubero dei costi sui ricavi, ma se ad alimentare tale eccedenza dei costi è proprio lo Stato allora effettivamente in Italia c’è qualcosa che non va.

Voglio sottolineare un punto fondamentale: questo non è populismo, ma è la realtà dei fatti.

Sono un giovane imprenditore di Cosenza che, appena terminato gli studi, ha voluto intraprendere attività di impresa, nello specifico è una azienda di multiservizi, per poter offrire il suo contributo alla crescita di una regione martoriata qual è la Calabria, offrendo nuovi posti di lavoro.

La crisi economica esiste ed è ancora, purtroppo, nella sua fase espansiva, operare in una condizione di recesso economico non è facile, ma la situazione è aggravata dalla totale indifferenza da parte dello Stato, il quale invece di garantire i proprio crediti entro 30 giorni dall’emissione della fattura, fa passare mesi, anni e i crediti restano accantonati.

Proprio questa mattina per poter riceve il saldo delle mie fatture ho dovuto sollecitare la richiesta non solo agli enti competenti, ma anche al Ministro referente, nonché al Presidente del Consiglio dei Ministri. Ci si reca nelle sedi competenti, ma i vari dipendenti fanno spallucce, non si riesce ad identificare i responsabili della situazione.

Leggendo i vari giornali, vedendo i vari talk show, ci sono soggetti che affermano che la crisi sia giunta al termine, questa non rappresenta la vera visione della realtà. La vera visione della realtà è quella che un’altra azienda calabrese costituita 5 anni fa garantendo posti di lavoro è pronta per la chiusura licenziando i propri dipendenti.

Io ho fallito nella mia impresa, ma penso che il vero soggetto fallimentare, in questo momento, sia lo Stato. La politica, purtroppo, è ancora tanto distante dalle esigenze dei cittadini. Il mio pensiero vuole essere un monito ai vari giovani calabresi che intendono investire oggi in Italia, soprattutto in Calabria.

Lettera firmata