Lettere a Iacchite’: “La mia odissea sulla “Freccia Bianca” Roma-Paola”

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Stazione Termini di Roma, ore 14 di venerdi’, 48 ore dopo la sciagura ferroviaria in Puglia,  tutti alla ricerca di un posto sulla “Freccia Bianca” numero 9877, in partenza per Napoli.

Poi il treno, con andamento lento ma sicuro, dovrebbe (il condizionale è d’obbligo…) proseguire per la Calabria, regione sempre più marginale : solo il 4,7 per cento ha un posto di lavoro in un profondo Sud, che lo scorso anno ha perso 63 mila residenti (soprattutto laureati).
Treno affollatissimo, soprattutto da centinaia di pendolari, stipati nelle carrozze di seconda classe, vetuste e sporche, gelide d’inverno e bollenti d’estate, con pochi ferrovieri, toilettes in condizioni igieniche disastrose, un unico bar da raggiungere, dopo aver fatto lunghe code.

Lunghe fermate della “Freccia” (solo di nome) in aperta campagna. Ai viaggiatori, prima perplessi e poi sempre più arrabbiati, viene, laconicamente, comunicato : “ragioni tecniche”.
Nell’interminabile viaggio, si percepisce il disinteresse delle Ferrovie, una delle aziende più importanti del Paese, per un’area disagiata dove, dal picco pre-crisi, il crollo degli investimenti è stato del 37 per cento (35 miliardi in meno ogni anno).

riempiMolti dei miei compagni…di sventura si rammaricano di non aver atteso la “Freccia d’argento”, in partenza da Roma alle 17 e 30 : solo un treno ad Alta velocità, giornalmente, raggiunge l’aspra Calabria. E uno, al mattino, fa il percorso inverso…
Nella mia carrozza, di prima classe- solo il prezzo più elevato la rende diversa dalla seconda- si commenta la sciagura di Corato.

Puglia, Campania e Calabria, oggi – si sente dire- sono privi di politici capaci, rispettati e ascoltati, a Roma e a Bruxelles, dalla UE, che stanzia fondi, male utilizzati o dissipati. Abbondano, invece, sotto il fiume Garigliano, quelli che il “Corriere della Sera” ha definito “i guru, che preferiscono non dar risalto a temi, che non sanno affrontare”.
Finalmente, ci viene comunicato il ritardo, accumulato dalla lenta “Freccia”:80 minuti !
Eppure, in questa tratta, c’è il doppio binario, non l’ unico, e pericoloso, che è ancora presente nella zona Jonica della tormentata Calabria.

Sono passati 27 anni dalla sciagura di Crotone : 12 morti e 30 feriti, per uno scontro tra due treni. Tra rifiuti ed erbacce, un cippo ricorda i defunti. Eroi della quotidianità, troppo presto dimenticati, come avverrà per gli scomparsi nella cruenta mattinata pugliese.

Ai viaggiatori della “Freccia bianca”, stanchi, sudati, stremati, viene distribuito un gentile omaggio di Ferrovie : un cestino con un cornetto, che non sembra appena sfornato, una bottiglietta di acqua minerale, calda, e un cartoccio con un succo di frutta.
E il rimborso per il ritardo ? Per i più pazienti, lunghi questionari da riempire e da inoltrare a Fs, sperando di ottenere, in tempi biblici, il 25 per cento del prezzo del biglietto.

Le sorprese, amare, non sono finite : quanti scendono a Paola, devono rassegnarsi ad aspettare 1 ora, in un caldo e con bagni… africani, il trenino per Cosenza, Calabria, Italia ( ? ).
Pietro Mancini