Lettere a Iacchite’: “La Rai calabrese è diventata l’altoparlante del Cinghiale”

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Caro Gabriele,
domenica 28 e lunedì 29 agosto il TG3 Calabria delle ore 14 ha trasmesso due ampie interviste (in realtà monologhi senza contradditorio e domande) al senatore Tonino Gentile.

I giornalisti della testata regionale della RAI, che non hanno mai brillato per coraggio, hanno assunto ufficialmente il ruolo di altoparlanti della famiglia Gentile, ovvero la voce del potere locale.

Non entro nel merito delle dichiarazioni rilasciate dal colto senatore, insignificanti e non credibili in bocca a chi è, da lungo tempo, rappresentante di una classe politica impresentabile e responsabile del sempre più grave degrado economico, ambientale e sociale della nostra regione. Mi chiedo soltanto se è tollerabile che noi cittadini calabresi dobbiamo essere obbligati a pagare il canone per un servizio pubblico alle dipendenze dei Gentile o di altri parimente “degni” politici locali.

Fino a quando la RAI sarà controllata dalla politica, ed in particolar modo da questa classe di politici, non avremo mai giornalisti che si prefiggano lo scopo di informare davvero i cittadini e si occupino della corruzione e del malaffare che hanno devastato e imperversano indisturbate nella nostra terra.
Ipotizzare che un sussulto di deontologia professionale o di umana dignità assalga tali giornalisti è una vera chimera.

Buon lavoro,
Francesco Cundari

Alfonso Samengo, capo redattore della Rai calabrese
Alfonso Samengo, capo redattore della Rai calabrese