Lettere a Iacchite’: “La triste parabola di Eva Catizone”

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Come si dice: non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

A cominciare dai cosentini che prima si lamentano che i politici sono tutti ladri e poi fanno a gara per votare ladri matricolati come Occhiuto e Guccione. Se sono questi i vostri politici di riferimento allora vuol dire che ci meritiamo di morire di fame.

Posso capire se a difendere ad Occhiuto sia una come la Catizone, persona priva della benchè minima dignità, umana e politica, ma se a difenderlo sono i morti di fame, le vittime stesse dei suoi imbrogli, o quelli che non hanno mai avuto niente da lui, questo è davvero incomprensibile.

Dicevo la Catizone perché come lei, tanti altri, si sono appoggiati ad Occhiuto nella speranza di attaccarsi anche loro alla mammella della pubblica amministrazione e succhiare un po’ di denaro pubblico, senza lavorare. Così come è successo a tanti nei quattro anni in cui è stato sindaco. Quelli che oggi, nonostante tutte le evidenze sui suoi guai, lo osannano.

evaMa tu che sei un morto di fame come me, che interessi hai a difenderlo? Tu non sei mica la Catizone. Quella che da quando è caduta la giunta Scopelliti è diventata disoccupata. Ha percepito per quasi 5 anni uno stipendio come portarborse di Loiero senza mai fare un giorno di ufficio. Impegnata com’è tra feste, festini, aperitivi, e cene a vigna, non ha e non aveva certo il tempo di recarsi in ufficio. A lei quello stipendio lo si doveva, e basta. Non si capisce a che titolo, ma così è.

Una raccomandata: era stato Nicola a mediare per lei con Loiero, per farla assumere, pur di cacciarsela dalle palle. E siccome la vigna è finita e dai suoi vecchi padroni, Nicola e Madame Fifì, non ci può più andare, ha pensato: vuoi vedere che adesso mi tocca davvero andare a lavorare? E così, pur di garantirsi uno stipendio senza lavorare e per far dispetto ai coniugi, ha pensato bene di mettersi d’accordo con Occhiuto.

In cambio di un assessorato lautamente pagato ha messo a disposizione dell’architetto le sue doti di radical chic navigata (altro non sa fare nella vita) oltre a spifferargli poettegolezzi su Madame Fifì (come la chiamate voi di Iacchite’) e Nicola Adamo. Un modo come un altro per continuare a parassiteggiare alle spalle dei cosentini.

Il prosecchino è assicurato se vince Occhiuto. Una persona di uno squallore unico. Una donna senza vergogna. E’ passata da Negri, Scalzone, Casarini a Orsomarso, Vigna, Santelli. La destra più reazionaria di Cosenza. Capisco chi cambia idea, ma qui siamo al troppo. Cosa non si farebbe per un aperitivo glamour. Una ruffiana di prima categoria.

scalzone eva pipernoOvviamente si è guardata bene dal mettersi nelle liste e misurarsi col voto. Sa bene che non se la caga nessuno. Basta vedere le sue ultime perfomance elettorali: zero assoluto. E poi, la cosa che più di altre mi ha fatto schifo, ha avuto il coraggio di tirare fuori, qualche settimana fa, pubblicamente, la questione tutta privata di Nicola che non versa gli alimenti per il figlio, cosa che si è guardata bene dal fare prima.

Strumentalizzare il proprio figlio per fini elettorali, mah! Non mi viene nessuna considerazione. Anzi , me ne viene una, ma se la scrivo Iacchite’ poi non me la pubblica, tanto è scostumata la cosa che vorrei dire. Quindi affidatevi alla vostra fantasia.

eva tra la destraE’ da mesi che ci sta facendo la guallera con questa sua difesa, senza capo né coda, di Occhiuto. Occhiuto di qua, Occhiuto di là, come se si conoscessero, politicamente, da una vita. Come se avessero militato nelle piazza, nelle università, per le vie, da sempre fianco a fianco. Che buffona.

Se solo la Santelli sapesse cosa diceva di lei la Catizone, nelle assemblee, nei lounge bar, nei ristorantini, si metterebbe le mani nei capelli. Una ipocrita che paranu quattru.

Ecco, se siete come lei, posso capire la difesa di Occhiuto, anche quando le carte cantano: per questi parassiti (Occhiuto e Catizone) questa tornata elettorale rappresenta la battaglia per la vita (la loro).

Se perdono, uno è totalmente fallito perché non può più pagarsi i debiti con i soldi dei contribuenti, e l’altra sarà costretta ad andarsi a trovare un lavoro per mantenere la sua famiglia. Un dramma per gente abituata come loro a non far niente dalla mattina alla sera ed avere sempre il piatto pronto sotto il muso. Mentre io devo lavorare 8 ore al giorno (quando va bene) per 500 euro al mese. E come me migliaia e migliaia di cosentini nelle stesse condizioni.

eva e marioA voi mi rivolgo: come fate a fidarvi di questi? Come si può votare uno come Occhiuto che è pieno di debiti fino al collo? Questo è innegabile anche per una come la Catizone. Chi ci garantisce che si comporterà onestamente? Che non si lascerà corrompere? Come dicono abbia già fatto nella passata consiliatura.

Ma questo attiene ai magistrati che stanno indagando e presto sapremo. Come può uno messo male economicamente come Occhiuto amministrare tranquillamente la città senza pensare ai gravi problemi che ha? Io devo 2 mesi di affitto arretrato al padrone di casa (pago 300 euro mensili), e mi postia tutte le sere, non lasciandomi tranquilla neanche un minuto, figuriamoci chi come lui ha centinaia di creditori attaccati alle costole.

E’ normale che questi tutti i giorni sono al Comune, lo farei anche io se avanzassi del denaro da lui. Ecco, non fosse altro che solo per questo che una città normale direbbe ad Occhiuto: caro architetto, noi tutti ti vogliamo bene ma in questa situazione non è il caso che ti candidi. Specie in questo momento che è uscita fuori chiaramente la tua situazione debitoria.

Oltre 3 milioni di euro: lo dicono Equitalia e altre società. E questi sono quelli ufficiali. Non sappiamo se ce ne sono altri. Io credo di sì. Sarai di sicuro innocente, bravo, onesto, sono gli altri che hanno fregato a te, e che è tutto un complotto, ma per cortesia risolviti prima i tuoi problemi e poi magari ci vediamo alle prossime elezioni.

Noi cittadini abbiamo tanti altri problemi, ci dispiace per te, ma non possiamo piangere anche i guai tuoi. Fai come tutti noi, ognuno porta la propria croce. Non siamo stato certi noi la causa del tuo male.

Ecco, questo dovremmo dirgli tutti, amici e nemici. Sarebbe un vero e proprio atto di civiltà. Che a Cosenza è quella che manca. Distinti saluti. Mara Meo