Lettere a Iacchite’: “La truffa dell’acqua pubblica sempre più insopportabile”

La truffa dell’acqua pubblica

Egregio Direttore,

Le scrivo nella speranza di essere pubblicato e poter così utilizzare il suo sito come cassa di risonanza per “gridare” al mondo intero i soprusi, vere e proprie truffe mi consenta, che i Comuni, nel mio caso di Acquappesa e di Spezzano della Sila, perpetrano nei confronti dei cittadini (residenti e non) e cogliere, altresì, l’occasione di fare un ragionamento ad alta voce sulle motivazioni alla base della totale perdita di qualsiasi autorevolezza delle Istituzioni tutte.

È di pochi giorni fa la ricezione della fattura, emessa dal comune di Spezzano della Sila, relativa al “Servizio idrico integrato (fornitura acqua potabile / raccolta e depurazione acque reflue)” relativa all’anno 2017 … dalla quale si evince che sono tenuto al pagamento di  99,80 euro, di cui 9,80 euro di IVA, per “Contributo di manutenzione” dal momento che i consumi di acqua e la fognatura sono pari a 0. Sul sito del Comune di Spezzano (http://spezzanodellasila.asmenet.it/index.php?action=index&p=578) sono rinvenibili 2 Delibere del Consiglio comunale relative al Servizio idrico e, in quella del 2018, è riportata la seguente tabella:Oltre alla evidente constatazione che il Comune, pur di non rilevare i consumi effettivi, così come ormai sancito da diverse sentenze, si è letteralmente inventato un contributo allacciamento e manutenzione di ammontare esorbitante, è interessante notare che tale “contributo” sia di importo diverso a seconda che il cittadino sia residente o non residente (i non residenti pagano 3 volte quello che pagano i residenti) e che l’utente sia una “famiglia” o un’impresa … e, soprattutto, che così facendo, l’utente non ha alcun interesse a risparmiare sull’acqua … (a questo punto mi verrebbe da lasciare le fontane aperte tutto il giorno per 365 giorni all’anno … e, d’altra parte, la fontanella del bivio di Moccone, ad esempio, scorre imperterrita da anni senza che nessuno si sia mai posto il problema di quanta acqua venisse sprecata)… sorvolo poi sulla circostanza che molte case dei non residenti rimangano chiuse tutto l’anno e, quindi, paghino praticamente 100,00 euro senza ricevere alcun servizio indietro … e sulla oggettiva differenza di consumi tra una villa con giardino e un appartamento monolocale o bilocale in un condominio …

Il comune di Acquappesa, invece, si è inventato di sana pianta un consumo di 25 mc nel primo trimestre (nella fattura si legge che deriva tra le altre cose, “dalle rilevazioni fatte presso l’abitazione” ma, in effetti, nessuno è mai venuto a casa mia a rilevare il contatore dell’acqua) per il quale devo corrispondere la modica cifra di 51,74 euro … a trimestre … che in un anno diventano a “bellezza” di 206,96 euro.

Considerato l’esiguo/insignificante utilizzo della casa e, quindi, il relativo consumo di acqua, il comune dovrebbe darmi la possibilità di farmi la doccia con lo champagne millesimato … ma l’apoteosi si raggiunge leggendo la delibera dell’anno precedente (http://www.comune.acquappesa.cs.it/) con la quale il Comune, ipotizzando un consumo di 35 mc a trimestre (140 mc all’anno), chiedeva un canone di 166,10 euro … per cui: a fronte di un consumo minimo presunto annuale, che passa da 140 a 100 mc con una riduzione, quindi, di circa il 30% … il relativo costo aumenta di circa il 25% … sarà forse perché nella fattura oltre al logo del Comune compare quello della Società privata idroSER.C (http://www.serc.it/ … con il sito che, ad oggi, risulta … in manutenzione).

Sulla fattura del Comune di Acquappesa sono poi evidenti incongruenze tra la data del protocollo e le date successive dei documenti di riferimento nella stessa citati … e, ovviamente, la fattura è arrivata nella cassetta postale dopo il termine di pagamento previsto ma questi … sono dettagli trascurabili.

Così come trascurabili (?!?!?) per entrambi i Comuni sono la qualità (ed il costo) della raccolta differenziata, dello stato dei manti stradali, dei servizi in termini di docce pubbliche sulle spiagge … della presenza di cestini per la raccolta dei rifiuti dei turisti della domenica sulle spiagge e nei monti, dello stato di abbandono generale degli spazi pubblici … dello stato nauseabondo dell’ormai celebre “mare da bere” del Tirreno cosentino tutto …

Il problema sostanziale è che se lo Stato e le Autonomie locali si comportano come dei banditi, perché tanto è risaputo che i costi ed i tempi della giustizia e la certezza del diritto in Italia rendano proibitiva, ad una persona con uno stipendio normale che abbia un minimo di sale nella zucca, l’impugnazione di atti seppur tanto palesemente illegittimi

  • … è evidente che i cittadini non riconoscano più alcuna legittimità alle Istituzioni che, evidentemente, invece di curare gli interessi pubblici perseguono altri interessi
  • … ed è altrettanto scontato che i cittadini decidano di votare qualsiasi soggetto diverso dai soliti noti (nelle segreterie del PD e di FI sono ancora lì ad interrogarsi sul perché e sul per come hanno potuto perdere le ultime elezioni politiche …)
  • … ed è ovvia conseguenza, seppur non le condivida, che molti cittadini decidano di farsi giustizia da soli, di sbeffeggiare insegnanti e forze dell’ordine, di gettare i rifiuti in ogni dove
  • … potrei continuare … ma credo che il ragionamento sia chiaro a tutti.

Invece di continuare ad ascoltare RAI 3 che pubblicizza le piazzate dei rappresentanti delle istituzioni su improbabili protocolli di legalità … su costosissime, quanto inutili e poco credibili, iniziative di educazione alla legalità (accà nessuno è fesso … non siete più credibili neanche agli occhi di un bambino) … mi piacerebbe sentir parlare di iniziative concrete dei rappresentanti delle istituzioni volte a modificare questo stato di cose, magari anche con pubblicizzazione sul sito di Iacchitè.

Basta con inutili proclami fatti di vuoti paroloni … cari rappresentanti recuperate un minimo di amor proprio e di autorevolezza con fatti concreti su tematiche concrete; il vostro attuale modo di operare sta affossando la democrazia e l’Italia intera.

Un’altra proposta, a mio modesto parere, interessante, la rivolgo agli avvocati che potrebbero erigersi a paladini dei cittadini promuovendo cause contro gli atti illegittimi delle pubbliche amministrazioni a “canone concordato”: 50,00 euro per 1.000 cittadini truffati, ad esempio, sull’acqua, equivalgono a 50.000,00 euro … non proprio bruscolini!!!

Lettera firmata