Lettere a Iacchite’: “Liceo Della Valle, qualche domanda da un umile 5”

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Buonasera.

Mi presento: sono un ‘4’ o meglio un ‘5’ che all’ultimo momento il consiglio di classe mi ha concesso.

Ebbene sì, nella scuola italiana, anzi no… mi guarderei bene dal dire ciò, perché una volta che questo articolo verrà inserito nel web e verrà letto da chi di dovere il mio amato 5 colerà a picco perciò, visto che siamo nell’era dove l’ipocrisia regna sovrana, ritratto l’inizio.

Ebbene sì, nella società odierna non conta più chi tu sia, che età tu abbia, persino il colore della pelle… conta quanti crediti alla fine dell’anno hai avuto o meglio ‘la tua media scolastica’. Che importa se non sei stato bene, se lavori e non hai tempo, se sei demoralizzato o poco stimolato, non importa a nessuno questo, perché evidentemente pochi sono a conoscenza del fatto che per ‘insegnare’ necessita vocazione.

Molti sostengono che la scuola sia un’esercitazione per la vita futura… io spero di no, se la vita significa sottostare, se la vita vuol dire reclusione, se vuol dire sentirsi classificato in base alla tua media scolastica, la scuola non ci insegna a vivere, la scuola ci insegna a risolvere i problemi di un mondo pieno di utopia dove i quesiti si riassumono in : ‘se Mario ha due mele e gliene cade una quante ne rimangono?’

E sempre in questo mondo utopistico dove la scuola sembra darci tutte le risposte alle nostre domande, io mi chiedo: perché? Perché, cara scuola, io devo sentirmi inferiore perché non ho una media da Premio Nobel? Perché devo sentirmi giudicato da te, persona che ti credi tanto in alto ma sei solo a qualche metro di distanza da me con la differenza che tu sei dietro una cattedra?

Mi chiedo con quale facoltà tu attribuisci un voto ad un mio lavoro che poi automaticamente attribuisci a me (e tu non dirmi che non lo fai) perché sarò sempre un 4 che il consiglio di classe mi ha alzato a 5 ma sai… il tuo sguardo di dissenso e la tua pietà li sento addosso e li leggo nel tuo sguardo, e non provare a dare a me la colpa di questo traviamento perché sai bene quanta influenza può avere un adulto su una mente giovane.

Frequento il Lucrezia della Valle a Cosenza che in questo periodo è al centro di varie polemiche che non starò ad elencare perché chi tiene alla scuola (tutta) non si sofferma agli articoli letti ma viene nella mia scuola (che poi ‘mia’ si fa per dire!) e si documenta.

Spero che questo sfogo sia spunto di vari interrogativi da parte di chiunque sia così sensibile da poter recepire quanto precedentemente detto.

Cordiali saluti

un 5