Lettere a Iacchite’: “Non vogliamo i soldi di Ponzio alla Chiesa di Santo Stefano di Rende”

Il Cinghialotto
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Caro Carchidi, sono un libero cittadino di Santo Stefano di Rende.

La frazione di Santo Stefano di Rende rinnova ogni anno l’appuntamento con la tradizione dando vita gli ultimi tre giorni di agosto ai festeggiamenti della S.S.Madonna della Consolazione.

Un appuntamento di fede che si rinnova ormai da secoli e che negli anni passati ha posto la contrada rendese al centro di interessi sociali di primaria importanza. Infatti i festeggiamenti suddetti coincidevano con la fiera d’Arcavacata, una settimana intensa di trattative di mercato in cui confluivano contadini e commercianti provenienti da tutto il territorio calabrese.

Una fiera in cui non mancava il commercio del bestiame, i casalinghi, l’abbigliamento. Un vero e proprio centro commerciale all’aperto vissuto in maniera intensa fino ai primi anni ottanta, il successivo sviluppo urbanistico ha fatto si che la Fiera di Arcavacata si sminuisse fino a scomparire del tutto.

Oggi a distanza di pochi anni restano poche bancarelle e il ricordo vivo dei residenti dei tempi che furono. Ogni anno, proprio in questo periodo, si riunisce nella Chiesa della S.S. Madonna della Consolazione il Comitato organizzatore (costituito dai cittadini e dal parroco), con l’unico scopo di organizzare questa festa.

Ma da qualche anno a questa parte, la Chiesa e il comitato stesso chiedono di finanziare la quasi totalità della festa a Gianfranco Ponzio (noto personaggio del sottobosco della politica rendese, beneficiato di grandi finanziamenti all’ASP di Cosenza e braccio destro del Cinghiale, da cui l’appellativo di Cinghialotto, ndr), che attraverso contributi provenienti da qualche cooperativa farlocca, elargisce grandi somme di denaro.

Come cittadino mi sento offeso, non solo per dover vedere politici nella mia chiesa, ma anche per vederli trattare col parroco e con il Comitato organizzatore, che, anziché pensare alla Chiesa e alla devozione nei confronti di Gesù Misericordioso, pensano a procacciare voti nella Chiesa dove i miei figli vanno.

NON SI PUO’ ACCETTARE TUTTO CIO’. BASTA VOTI IN CHIESA. SPERO CHE IL VESCOVO INTERVENGA CARO CARCHIDI.

Lettera firmata