Lettere a Iacchite’: “Reggio, tutti gli amici massoni del giovane Falcomatà”

Advertising

Egregio direttore,

leggendo in questi giorni le numerose dichiarazioni sulla struttura della massoneria, sugli uomini e sulle logge più o meno riconosciute mi sorge una riflessione.
Mi sembra sempre più chiaro che il giovane sindaco Falcomatà (o Ciccio Bello come lo chiama lei) sia completamente in mano alla massoneria, che prima ne ha determinato l’elezione e adesso ne gestisce in parte l’attività amministrativa. Questo lo penso alla luce di tutto quello che sta uscendo fuori in queste ore.

Intanto, ancora non è stato spiegato dal giovane sindaco come mai l’avvocato Paolo Romeo è stato invitato a relazionare in Commissione Città metropolitana dal presidente dr. Pino Bova (dicono appartenente alla massoneria) e a che titolo.

Non solo, ma lo stesso Bova (è giusto ribadirlo: vicino alla massoneria) è stato fortemente voluto dallo stesso sindaco prima all’interno delle sue liste civiche come RESET e poi – fatto ancora più grave alla luce degli eventi – candidato ed eletto alla città metropolitana.

Non solo… Palazzo San Giorgio tempo addietro ha provveduto a nominare il rappresentante all’interno di Sogas e guarda un po’ il caso strano, il nome scelto è quello di Domenico Berti, figlio di Valerio Berti, sentito dai pm reggini su dinamiche massoniche e membro di una loggia molto influente in città e legato ad un altro soggetto molto vicino a questa amministrazione ossia Andrea Cuzzocrea presidente di Confindustria (quello del giornale “Il Garantista”) che da quanto si apprende apparteneva alla stessa loggia di Berti.
Senza parlare di Luigi Nigero, già comandante pro tempore della pulizia municipale con sindaco proprio Falcomatà. Inoltre si narra che molti tra gli attuali consiglieri e assessori di maggioranza starebbero tremando circa il sequestro degli elenchi degli iscritti alla massoneria in città.
Per non parlare di tutti quei dirigenti che lavorano quotidianamente al fianco del primo cittadino e sono risaputi massoni da lungo tempo. La domanda sorge spontanea: ma Falcomatà non è che forse ha legato la sua attività politica a questi poteri?

Lettera firmata