Lettere a Iacchite’: “Acri non è Frosparo”

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Angelo Cofone, detto Frosparo, è candidato al Consiglio comunale di Acri. Il suo discorso pubblico sembra uscito da uno sketch da commedia all’italiana e infatti in poche ore è diventato uno dei video più seguiti sul web italiano. Il fenomeno virale si presta a molte considerazioni. 

Acri non è Frosparo.

La nostra cittadina è ritornata sulle pagine dei giornali, da qualche giorno non si parla di altro. Tutti chiedono, tutti vogliono sapere chi è il nuovo volto della politica locale. Per chi, come me, si trova a chilometri di distanza, assistere allo “spettacolo”, perché si è rivelato tale, non è stato di certo piacevole. Ma Acri non è questa.

Acri è la cittadina che ha dato i natali al Padula, a Talarico. Acri è cittadina di cultura e tradizioni. Acri ha dato i natali a gente come Raffaella Lupinacci, la prof.ssa Grano, Fabio Curto e tanti altri che in giro per l’Italia e non solo, danno lustro al nostro paesello. Acri è una comunità con tanti giovani che sono rimasti ed hanno investito.

Penso all’azienda 3Mari, ai f.lli Petrone, BioSila ed alle tante altre realtà presenti sul territorio. Acri è terra di artigiani. Acri non è “Frosparo”. Il sig. Cofone rappresenta uno dei tanti, purtroppo. Sono convinto però, che se molti personaggi con tanto di laurea, candidati alle prossime elezioni comunali, fossero saliti su un palco, non avrebbero fatto meglio.

La performance del sig. Cofone, forse, rappresenta il livello politico e culturale che ci circonda. Ma non voglio pensarlo, altrimenti è davvero finita. Non voglio pensare che il mio paese meriti questo. La campagna elettorale, ormai, è giunta al termine, per fortuna. Grazie ai vari social ho avuto modo di seguire quanto è stato detto in queste settimane. Anche se alla fine, poco o nulla si è capito.

Accuse e colpi bassi hanno avuto la meglio in ogni comizio, i problemi reali sono passati in secondo piano. E allora, pensate davvero che sia da condannare solo “Frosparo”? Quelli che si proclamano salvatori della patria, come pensano di salvarci? Il tanto decantato cambiamento come potrà avvenire? Quale messaggio è stato dato ai cittadini? Quali speranze può avere un comune come Acri?

Se i presupposti sono quelli della campagna elettorale abbiamo toccato il fondo. E non si prospetta nulla di buono. Anche se profondamente legato alla mia cittadina, non trovo motivo valido per tornare ed esprimere il mio consenso verso uno dei 4 candidati a sindaco. In me c’è tanta tristezza e rammarico. Continuerò a sognare una Acri splendente. Continuerò a credere che il nome del mio paese non lo leggerò mai sui giornali per gli intrallazzi dei vari politicanti locali. Continuerò a credere che Acri non è il paese del malaffare. Mi convincerò che i giovani non abbiano nulla a che fare con questo vecchio e triste modo di fare politica. Continuerò a sognare che un giorno, noi tutti, torneremo. Solo così, forse, potranno cambiare le cose.

Grazie per la disponibilità.
Questa campagna elettorale e la vicenda Frosparo ha messo in evidenza solo aspetti negativi, ma Acri non è solo quello che abbiamo letto, che purtroppo è sicuramente vero.

Marcello Perri