Lettere a Iacchite’: “Cosenza e i locali (senza bagni) di Corso Mazzini: igiene zero e tuttapposto”

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Apertura dei locali di ristorazione a Corso Mazzini, igiene ZERO e tuttapposto.

Carissimi, ho letto con attenzione e dispiacere la lettera del signor Giovanni Luci inerente alla mancanza di bagni nei locali su Corso Mazzini e vorrei portare a conoscenza quello che ha dovuto subire mio figlio per aver avuto come unica colpa quello di aver rispettato le leggi in materia di igiene e di sicurezza.
Mio figlio ha aperto a gennaio 2014 la pizzeria – ristorante Nikol8 su viale Giacomo Mancini, di fronte l’hotel Centrale con enormi sacrifici e tantissimi debiti, assumendo a lavorare 6 giovani ragazzi tutti regolarmente assunti e pagati per tutti i loro diritti.
Il locale con circa 80 posti a sedere ha superato tutti i controlli da parte dei NAS e dell’ASP di Cosenza con professionalità e competenza, addirittura ci è stato chiesto di mettere delle lastre di acciaio sulla cappa per evitare il formarsi della polvere e le pedane nel locale cucina, richieste legittime ed esaudite.

Nel locale, che migliaia di persone hanno frequentato, vi erano tutti i servizi igienici sempre puliti e funzionanti, compreso il bagno per portatori di handicap, addirittura ci fu chiesto, PER OTTENERE L’AGIBILITA’, di fare anche l’antibagno ai dipendenti e noi provvedemmo, addirittura i vigli urbani vennero a controllare se avevamo le uscite di sicurezza come legge prevede, e solo il comune di Cosenza ci ostacolò asserendo che eravamo anche bar ma risolvemmo.

La scelta di aprire il locale in quel punto fu dettata dal fatto che nessun locale aveva per quei posti le caratteristiche di legge per la salute e la sicurezza e quindi decidemmo di iniziare l’avventura.
I primi due anni lavorammo bene e riuscimmo ad offrire ottimo servizio, ma nel giugno 2016 con la nuova giunta Occhiuto arrivarono i problemi. Fu consentito ad alcuni locali su Corso Mazzini di usufruire degli spazi pubblici fuori dalle norme igieniche e sanitarie, infatti la lettera del signor Giovanni ne dà prova a distanza di un anno che quello che si apprestava a fare la giunta Occhiuto aveva poco di legittimo.

Naturalmente l’apertura dei locali su Corso Mazzini, fuori da ogni logica, ci ha portati a una immediata perdita per il periodo estivo di 30.000 euro, ma non perché il nostro prodotto era scadente o più costoso, ma perché il punto di vendita era notevolmente favorevole ma non legittimo, quindi concorrenza sleale.
A quel punto tramite i social e l’assessorato del commercio, cercammo di far intendere le difficoltà e avere una risposta: ci fu detto in commissione commercio da Cipparrone e Sergio del Giudice e dall’assessore Pastore che loro si erano appena insediati e che ci avrebbero comunicato sulle nostre rimostranze.

A distanza di più di un anno sono aumentati i locali, noi siamo dovuti andare via da Cosenza e spostarci su Rende ridimensionando le aspettative e grazie al Comune di Cosenza abbiamo dovuto licenziare i giovani che lavoravano con noi, sobbarcandoci altri 25.000 euro di debiti per ripartire con una nuova ristrutturazione.
Per aver rispettato la legge ci troviamo pieni di debiti e ridimensionati nelle nostre aspettative, mentre ancora aspettiamo dalla commissione commercio, dall’assessore Pastore e dagli enti preposti alla legalità se quello che la giunta Occhiuto permette è legittimo e rispetta le leggi. Avevamo interessato la Confcommercio alla quale eravamo tesserati ma silenzio assoluto.
Ringrazio il signor Giovanni che con la sua denuncia mi ha dato la voglia di scrivere.

Livio Pietramale