Lettere a Iacchite’: “Mendicino, ecco un altro comunista col culo degli altri”

PUPI, PUPARI E COMUNISTI (A NONNA) CON IL CULO DEGLI ALTRI

Buongiorno,
premetto che non ho problemi personali con il sindaco di Mendicino Antonio Palermo, una persona che conosco poco ma ricordo bene il suo (da sempre) falso spirito comunista. Antonio Palermo prima che diventasse sindaco di Mendicino, fondò l’associazione “Bella ciao”… La denominazione di quest’ultima racchiude in se quello che per la nostra nazione fu la liberazione dal regime fascista, da un regime totalitario, quindi non equo.

L’allora presidente dell’associazione “Bella ciao” si atteggiava a comunistello, al Che Guevara de noantri, portando la buona novella addirittura nei paesi limitrofi al suo. La domanda che mi sorge adesso, dopo aver visto una foto di pochi giorni fa che lo immortalava insieme ad altri suoi illustri colleghi, ovvero il sindaco di Cerisano e quello di Carolei, è questa: come mai un comunista convinto e deciso come lui va a complimentarsi con il sindaco di Cosenza per la mega e stellare struttura che non collega nulla, e non si indigna del fatto che questo ponte che suona e che canta, è stato costruito in parte con i fondi Gescal, quindi destinati alla costruzione e alla messa in sicurezza degli alloggi popolari?

Un comunista come lui, piuttosto che fare la bella figura con gli illustri volti della politica locale e della Calabria tutta, perché non è andato a manifestare con i compagni e con il movimento Prendocasa Cosenza? Non voglio assolutamente dire che un “comunista” debba per forza esternare il suo dissenso partecipando a manifestazioni di protesta, ma che addirittura si compiaccia della bella struttura costruita sulle spalle del popolo che non ha una casa, che non ha diritti, che piange la miseria e l’indifferenza delle istituzioni, sinceramente mi lascia sbigottito.

Oggi come ieri, continuo a provare disprezzo contro queste marionette, contro chi a tutti i costi aspira alla poltrona per sentirsi realizzato, per chi ha fatto e fa della politica una fottuta e schifosa religione personale, dimenticandosi delle belle parole e degli ideali di cui tanto andavano fieri. Si capisce bene che i tempi del grande Berlinguer sono finiti da un pezzo. Abbiate il coraggio di vergognarvi, abbiate la capacità di non conformarvi alla politica malata e corrotta (troppo tardi ormai), e abbiate la consapevolezza che chi deve cantare e suonare, non sono i ponti le piazze e le rotonde, ma la gente.

Lettera firmata