Lettere a Iacchite’: “Ospedale di Cosenza, i pazienti entrano solo con la raccomandazione”

Foto di Fabrizio Liuzzi

Mi chiamo Anna Maria La Ratta, ho 29 anni e sono una dei tanti ingegneri italiani (da 3 anni) emigrata all’ estero, in Germania.
Da lontano sono costretta a “vivere” le assurdità che forse in Italia sono considerate normali.

Vorrei quindi segnalare una situazione allucinante nell’ospedale di Cosenza, tra Pronto soccorso ed Ortopedia.
I pazienti non vengono gestiti in base alla gravità, ma in base alla raccomandazione che ricevono dall’alto.
Se ci si rivolge ai medici, trovano mille scuse, ma la realtà di chi vive queste esperienze è ben altra.

Scrivere alle amministrazioni locali, al ministero della Salute non serve a nulla.
In Calabria deve andarti bene, se stai male sei fottuto.
La Calabria è il terzo mondo!

Si può almeno attraverso i giornali locali attirare l’attenzione e farsi ascoltare?
Con questa E-Mail non voglio sollecitare affinché qualcosa sia fatto per me personalmente, bensì mettere alla luce una situazione tragica.

Cordiali Saluti, Mit freundlichen Grüßen, Best Regards, Anna Maria La Ratta

Cara Anna Maria, proprio ieri abbiamo pubblicato la lettera di un cosentino che, per trovare un posto letto alla madre, è stato costretto a chiamare la Guardia di Finanza. Ogni giorno pubblichiamo notizie che rivelano l’incredibile saccheggio di risorse pubbliche da parte dei politici cosentini e dei loro tirapiedi. I media di regime si limitano a pubblicare le notizie sui singoli casi di malasanità, che si concludono puntualmente con l’assoluzione di TUTTI i medici sia perché le perizie se le fanno da soli ma soprattutto perché il Tribunale di Cosenza è il Tribunale più corrotto d’Italia e protegge le lobby più potenti, tra le quali c’è senz’altro quella dei medici. Per il resto, non si azzardano minimamente a toccare politici come il Cinghiale (al secolo Tonino Gentile), Madame Fifì (al secolo Enza Bruno Bossio), Palla Palla (al secolo Mario Oliverio) e tutti i loro sottoposti, che sono il vero cancro di Cosenza. Hai pienamente ragione a fare questa denuncia e noi, che nel nostro piccolo portiamo avanti una battaglia impari, siamo al tuo fianco.