Lettere a Iacchite’: “Pasquale Motta, lecchino dei potenti e ladrone certificato dalla Corte dei Conti”

Egregio direttore Gabriele Carchidi,

le scrivo da Nocera Terinese fornendole dei documenti e degli appunti che credo possano esserle utili per riprendere il discorso su un personaggio di cui lei si è occupato più volte. L’ultima volta in particolare il 20 aprile 2017 su Iacchitè con lo splendido pezzo intitolato “Nocera Terinese, ecco come il sindaco Gigliotti ha battuto quel lecchino di Pasquale Motta” (http://www.iacchite.com/nocera-terinese-ecco-come-il-sindaco-gigliotti-ha-battuto-quel-lecchino-di-pasquale-motta/).

Su questo personaggio inqualificabile che risponde al nome di Pasquale Motta (soprannominato “lo sporcaccione” di Nocera) ci sono delle importanti novità. Le ricostruisco i fatti fornendole tutta la documentazione a supporto di quanto le scrivo e che sarà sua cura, se lo riterrà, pubblicare su Iacchitè, perché è giusto che alcune cose vengano alla luce per come meritano i lecchini e personaggi squallidi come Motta (vera vergogna per l’intera categoria dei giornalisti) e ogni tanto si vergognino un po’ (loro e chi li mantiene).

Questi i fatti. Il 6 giugno 2016 Pasquale Motta viene sconfitto a sindaco di Nocera Terinese da una persona perbene: l’avvocato Fernanda Gigliotti che ottiene il 54,91% dei voti contro il 45,08% di Motta. Motta dovrebbe fare il consigliere comunale di minoranza. Ma c’è un problema: Pasquale Motta ha una causa di incompatibilità a svolgere qualunque mandato elettivo al Comune di Nocera in quanto è stato condannato dalla Corte dei Conti nel giugno del 2012 con sentenza definitiva emessa dalla prima sezione giurisdizionale centrale con sede a Roma che ha confermato la sentenza della Corte dei Conti calabrese del 2010. Motta nella qualità di sindaco di Nocera è stato condannato per danno erariale a pagare al Comune di Nocera 16.587,64 euro per condotte definite dai giudici “gravissime, ingiustificate e in violazione di elementari regole di servizio”.

E’ lo stesso Pasquale Motta a trasmettere al Consiglio comunale una nota acquisita al prot. dell’Ente il 21/06/2016 al n. 3533, con la quale ha dichiarato di trovarsi in una situazione d’incompatibilità prevista dalla vigente normativa, in forza della sentenza della Corte dei Conti Sezione Giurisdizionale del 14.09.2012 n. 482.

Il Consiglio comunale di Nocera Terinese il 21 giugno 2016 decide così di contestare la condizione di incompatibilità invitando il condannato Motta a rimuoverla entro 10 giorni. Lo sporcaccione di Motta ha quindi due strade: o paga la somma di 16.587,64 euro (diecimila euro di condanna, più le spese legali dei due gradi di giudizio) al Comune di Nocera per il danno da lui arrecato con condotte definite dalla Corte dei Conti “gravissime” oppure decade dalla carica di consigliere comunale. Cosa decide di fare il lecchino di Motta? Siccome Motta per tale vicenda ha anche subito due procedimenti penali, uno concluso con l’assoluzione ed uno con la prescrizione in appello dopo una condanna in primo grado, chiede al Consiglio comunale la compensazione delle spese per l’assoluzione penale con quanto dovuto al Comune in forza della condanna in sede contabile.

Dato però che Pasquale Motta, oltre ad essere un lecchino ed uno sporcaccione, è anche un grande ignorante ed arrogante, ecco che la Prefettura di Catanzaro lo mette in riga con la nota acquisita al prot. del Comune di Nocera N. 4498 del 25/07/2016: la compensazione richiesta dal consigliere comunale Motta non risulta compatibile con le norme vigenti in materia. Il condannato Motta ha dunque proposto al Comune un qualcosa di fuorilegge e la Prefettura gli ha dato un’ulteriore schiaffo.

Ma andiamo avanti. Cosa fa a questo punto Motta? Strafregandosene della nota della Prefettura, il 26 luglio del 2016 continua a chiedere al Consiglio comunale la compensazione del suo debito. Si arriva così al 24 agosto del 2016 quando il responsabile del procedimento del Comune, Eugenio Macchione, scrive al Consiglio comunale che: “…sulla base degli atti in possesso dell’ufficio non sussistono le condizioni di una eventuale compensazione e quindi il procedimento in parola per quanto compete a questa amministrazione, è chiuso”.

Tutto finito? Neanche per sogno! L’1 settembre del 2016 la faccia tosta di Pasquale Motta deposita ulteriore istanza di sola rateizzazione del debito senza però indicare alcuna modalità né i tempi di pagamento.

A questo punto il Consiglio comunale di Nocera Terinese il 6 di settembre 2016 alle ore 18,50 – atteso che “Motta Pasquale si trova di fatto e di diritto in condizione di incompatibilità, non avendo provveduto a rimuoverla nei tempi e nei modi previsti nella norma e cioè non ha provveduto ad estinguere il debito derivante dalla sentenza della Corte dei Conti, accertato che nessuna rateizzazione è stata concessa e che, anche qualora fosse concessa, non avrebbe comunque alcun effetto sanante della incompatibilità – dichiara Pasquale Motta decaduto dalla carica di consigliere comunale facendo subentrare al suo posto il primo dei non eletti, Mario Esposito.

Pasquale Motta, dunque, pur essendo candidato a sindaco nel 2016, ha volontariamente deciso di disattendere il voto popolare pur di non pagare il suo debito con l’Ente, unico e primo consigliere comunale nella storia nocerese che ha preferito tenersi i soldi piuttosto che restare in consiglio comunale negli scarni della minoranza. Bastava pagare il debito e avrebbe potuto continuare a svolgere il suo ruolo di consigliere. E’ d’obbligo a questo punto porsi delle domande: cosa avrebbe fatto Motta Pasquale se fosse stato letto sindaco? Avrebbe pagato il debito? Si sarebbe riconosciuto un credito ad oggi inesistente? Si sarebbe autocompensato le due partite? Di certo se fosse stato eletto sindaco avrebbe dovuto pagare per rimanere tale…! Ma evidentemente restare cinque anni seduto fra i banchi della minoranza non era nei piani del lecchino di Pasquale Motta, tornato a fare lo zerbino dal suo padrone Maduli-Merduli, lo pseudo editore della televisione La C e del sito web LaCnews24.it che lo mantiene profumatamente e lo usa per gettare schizzi di fango a destra ed a manca sui suoi nemici, con disprezzo per ogni regola di civile convivenza, educazione e moralità.

LA SENTENZA DELLA CORTE DEI CONTI. Ma perché Motta è stato condannato dalla Corte dei Conti per danno erariale da 16.587,64 euro? Leggiamola insieme la sentenza dei giudici.

“La domanda risarcitoria della Procura era conseguente all’aver accertato che, per lungo lasso di tempo, e precisamente dal 1994 al 2001, gli amministratori del Comune di Nocera Terinese avevano gestito una consistente parte di risorse pubbliche appartenenti all’Ente locale, a vario titolo riscosse dal Comando della Polizia Municipale, utilizzandole per spese non previste e deliberate dagli organi comunali e nelle forme di legge, non allocate nel Bilancio dell’Ente né tra le entrate, né tra le uscite, non autorizzate da chicchessia, non precedute da mandati emessi dal responsabile di settore, spesso di entità superiore a quella fissata per le spese economali, sovente non ricostruibili a posteriori per assenza, irregolarità, confusione della documentazione contabile.Talune somme erano state destinate, altresì, a spese di missione duplicate, ad asserite cene di lavoro, ad elargizioni, a non meglio precisate altre attività.

I beni presumibilmente acquistati (libri, quadri, materiale per ufficio) con una parte di dette entrate, peraltro, non erano mai stati inventariati.

Dalla consulenza tecnica disposta dal Collegio di primo grado è risultato che: Il Sindaco Pasquale MOTTA ha beneficiato di lire 31.989.000 per presunte ripetute missioni a Roma, per asserite cene di lavoro, per non meglio specificati pagamenti di “spettacoli”, per presunti sussidi a soggetti bisognosi, firmando altresì buoni di anticipazione per lire 38.845.343 (pari ad euro 16.423,48) di cui figurava quale beneficiario per la gran parte”.

Si legge ancora nella sentenza della Corte dei Conti: “Le suddette condotte sono state commesse in violazione dell’ordinamento contabile degli enti locali. Il tutto è avvenuto mediante diretto e personale maneggio di denaro pubblico da parte dei vari soggetti coinvolti, così realizzandosi, ad ogni effetto giuridico, una gestione contabile del tutto estranea e parallela rispetto a quella istituzionale del bilancio

In merito alla responsabilità contabile dei ricorrenti, la condotta degli appellanti è stata improntata alla piena consapevolezza di agire nella integrale inosservanza delle regole contabili minimali, con l’ideazione di un autonomo ed originale sistema giuscontabile basato – presso il Comando di Polizia Municipale – sul sistema dei c.d. “buoni di anticipazione”. Essa, se pure si voglia opinare che non abbia attinto la soglia del vero e proprio dolo, ha comunque integrato una gravissima ed ingiustificata violazione di elementari regole di servizio da parte degli appellanti, che si sono scientemente rappresentati tutte le implicazioni e le conseguenze antigiuridiche delle proprie condotte”.

Questo è Pasquale Motta, questa è la combriccola di suoi amichetti che hanno affossato il Comune di Nocera Terinese portandolo al dissesto finanziario. Questo è Pasquale Motta: un ladrone certificato e riconosciuto come tale con tanto di sentenza definitiva della Corte dei Conti. Lo sporcaccione di Pasquale Motta è stato condannato persino per essersi fatto rimborsare con soldi pubblici – e quindi di tutti i cittadini – missioni a Roma e “spettacoli”. Magari a luci rosse come si conviene ad ogni porcone degno di tal nome.

Il 6 dicembre scorso 2017, anche il Commissario liquidatore del Comune di Nocera (l’ente è in dissesto finanziario) ha infine rigettato totalmente l’istanza di ammissione alla massa passiva della somma richiesta da Pasquale Motta per il rimborso delle spese legali sostenute nel giudizio concluso con la sentenza della Corte di Cassazione n. 1280/2015.

Lo sporcaccione, quindi, la cui credibilità è pari a zero – grande lecchino di Nicola Adamo, Enza Bruno Bossio e da ultimo anche di Tonino Gentile – continua a perdere su tutti i fronti.

Grazie a Iacchitè per tutto ciò che fa. Unica voce libera nel panorama dell’informazione calabrese.

Lettera firmata