Lettere a Iacchite’: “Piazza Santa Teresa, perché un locale può fare musica e gli altri no?”

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Egregio giornalista di scandali piccanti. Innanzitutto comincio a dirle che lei ha tutta la mia ammirazione per come sputtana la gente senza veli e senza paura alcuna e solo leggendo le sue audaci paole ho preso coraggio decidendo di scriverle a nome di tutti… chissà che le nostre parole sortiscano qualcosa di positivo nei suoi articoli stellari!

Dunque… lavoriamo tutti nei tanti locali di piazza Santa Teresa.
Ogni weekend nei nostri locali facciamo esibire dei gruppi dal vivo che allietano la permanenza in questo caso afosa dei nostri clienti.
Puntualmente intorno alle 22 arrivano i vigili urbani, i poliziotti, carabinieri, insomma man mano ogni corpo dello stato per intimarci non di abbassare la musica ma addirittura di chiuderla!

Allora ci chiediamo: piazza Santa Teresa é oggi una bellissima realtà in via di espansione voluta da un sindaco compiaciuto da questo ritrovo giovanile…. noi tutti paghiamo regolarmente e profumatamente la SIAE (come da legge) oltre al gruppo canoro, che rimane allibito da queste invasioni in divisa, specie se si considera che la normativa del Comune consente di poter far musica fino alle 00:30 (mezzanotte e mezza).
Per l’Arpacal non superiamo nessun decibel che possa rompere le” trombe di Eustachio” a nessuno. Allora, perché dopo questo dispendio economico e con tanto di consensi, la buona musica serale non si può ascoltare?

Abbiamo notato con estremo stupore passando dal locale dei fratelli Morrone ovvero il “PRIMADI” che non solo a loro è concesso far esibire i gruppi, ma finanche fuori con tanto di batteria!
Con questo non vogliamo insinuare nulla ma caso strano un locale su 11 se la scampa sempre da queste lustre divise. E aggiungiamo di pieno gipvedí quando si presuppone che la gente il giorno seguente lavori….

Tante le domande sarcastiche poste da noi altri lavoratori: forse in quella zona non lavora nessuno il mattino seguente? Saranno tutti sordi? Prendono un bonus comunale per tener la bocca chiusa? O da loro vanno ad intimare di chiudere la musica corpi meno rilevanti come la forestale… Perdoni il nostro sarcasmo giovanile signor Carchidi…ma capisce bene che è tutto un po’ strano…

A noi non è concesso né dentro a porte chiuse né fuori. Come mai si fanno queste concessioni ai cari fratelli Morrone alquanto palesi e di cattivo gusto? Mi creda, non abbiamo nulla contro i Morrone, ma vorremmo per eleganza e dignità che tutti potessero avere gli stessi diritti. Se di legge e di uguaglianza si può parlare….
Il nostro è semplicemente un tentativo di capire che genere di sistema ci sia a Cosenza…. ed il perché a questi signori è concesso tutto….
I gruppi canori che suonano da noi sono gli stessi che a rotazione si esibiscono da loro. Eppure da noi vengono interrotti e pagati a vuoto… mentre dall’egregio consigliere Morrone cantano come ad una festa di paese. Mi auguro che ci conceda spazio e che difenda anche noi altri piccoli lavoratori privi di potere politico.
Certi che il nostro racconto non venga cestinato la salutiamo con affetto.

Lettera firmata