Lettere a Iacchite’: “Rossano, fermate il generale: ora fa accordi anche con Lapietra”

Giuseppe Graziano

A Rossano sono ormai iniziate da tempo le grandi manovre per i prossimi appuntamenti elettorali, per le prossime nomine sanitarie e per una serie di grandi affari e speculazioni e di conseguenza le alleanze cambiano a suon di piroette e di accordi sottobanco. In tutto questo casino, non c’è dubbio che il protagonista principale sia il dominus della politica rossanese ovvero il generale Giuseppe Graziano (http://www.iacchite.com/lettere-iacchite-rossano-vi-anticipo-tutte-le-strategie-del-generale-graziano-dei-suoi-amici/).

Dopo aver affiancato il Pd nell’elezione a sindaco di Mascaro, adesso Graziano è impegnato a far saltare i piani di due esponenti di spicco dei dem rossanesi ovvero Teodoro Calabrò e Nicola Candiano. E così, ha dato il via ad una serie di accordi attraverso incontri e cene a tutto spiano.

A Rossano in questi giorni non si parla d’altro che dell’accordo sottoscritto tra il generale Graziano e don Pasquale Lapietra detto “Mollettun”.

Pasquale Lapietra (al centro)

Visto e considerato che ormai Graziano è diventato funzionale al Cinghiale (per i nuovi di Iacchite’: al secolo Tonino Gentile) e poiché tutti sanno che Lapietra è sempre stato in ottimi rapporti (soprattutto d’affari) con l’animale, ecco che stanno prendendo forma nuovi accordi per nuove speculazioni a Rossano, con il benestare del sindaco Mascaro che non osa mai contraddire il generale.

E non è finita qui. Nei giorni scorsi c’è stata una cena alla quale hanno partecipato il sindaco, il generale e udite udite anche Antonello Graziano, ex assessore provinciale al Bilancio, fratello di Fabio Graziano, furbetto del cartellino e ispettore sanitario a Rossano.

Antonello, già direttore di distretto in passato, vuole di nuovo quel posto, anche se è stato sostenitore di Rapani alias rapina alle ultime elezioni comunali ed è amico di Orlandino Greco da Castrolibero, il posto lo vuole lo stesso. E allora, per rendere possibile l’inciucio, il generale Graziano è andato con il sindaco da Palla Palla (per i nuovi di Iacchite’ Mario Oliverio) affinché, tramite i buoni uffici del fido Franco Pacenza, si possa concretizzare il “colpaccio”. Non c’è neanche bisogno di avere talpe per avere conferma di tutto questo “sbattulizzo”: la storia la racconta direttamente il sindaco Mascaro, che la sbandiera nei bar e nei centri scommesse dove continua a giocarsi finanche le palle degli occhi.

Allora, ricapitolando: per il posto di direttore di distretto sanitario, il generale ora sponsorizza Antonello Graziano insieme a Orlandino Greco e al Cinghiale mentre dall’altra parte Madame Fifi e Capu i liuni (per i nuovi di Iacchite’: Enza Bruno Bossio e Nicola Adamo) sponsorizzano Ottorino Zuccarelli.

Morale della favola: Palla Palla non sa che pesci pigliare e blocca tutto prima di pensare a chi affidare l’incarico ma una cosa è certa: chiunque vinca, alla fine vince sempre il malaffare e perdono il popolo e le persone oneste.E sono costretto ancora ad andare avanti: a Rossano c’è in ballo il grande affare della Centrale Enel. I politicanti rossanesi si erano mossi per tempo e avevano costruito un contenitore chiamato “Futur-e” nel quale avevano piazzato i loro rampolli (principalmente i figli di Candiano e del potentissimo avvocato Minnicelli). Ad un certo punto, però, il progetto è miseramente fallito ma non per questo i papponi si sono rassegnati. In quattro e quattr’otto hanno aderito ad un bando della famigerata Consip affidando ad un’azienda del suo “giro” la pubblica illuminazione e l’efficientamento energetico alla modica cifra di 15 milioni in nove anni. E hanno avuto gioco facilissimo a coinvolgere nel progetto quella cordata che aveva fallito con Futur-e. A tale proposito, si dice che Minnicelli jr sia un illustre procacciatore con provvigione di 200.000 euro e che Viteritti sia l’ingegnere progettista. Insomma, i soliti accordi.

Ma ritorniamo a bomba al problema principale. Vi prego: fermate il generale, scuotete le coscienze dei magistrati onesti e liberi, se ce ne sono, mettete fine a questa farsa fra il generale, il sindaco, la massoneria, Teodoro Calabrò, Candiano e chi più ne ha più ne metta, consegnate la città alla legge perché ora il generale distrae tutti con la fusione con Corigliano e fa affari con tutti e con il contrario di tutto solo per trovare più voti possibile per le politiche… E vissero tutti felici, disonesti e contenti mentre i nostri figli con la valigia di cartone se ne vanno al Nord, ma sempre con i pullman di don Gerardo Smurra, fratello massone anche lui e in affari con loro. Povera terra nostra e poveri figli nostri…

2 – (fine; per il momento)