Lettere a Iacchite’: “Rossano, l’incendio al Lulapaluza e i segreti di Pulcinella”

La triste vicenda relativa all’incendio doloso appiccato da qualche misero invertebrato al lido “Lulapaluza” di Rossano sembrava essere passata in secondo piano, sembrava essere avviata al dimenticatoio della memoria civica ma, in realtà, non è così.

Esatto, cari amici lettori, perché – come si suol dire – bisogna sempre fare attenzione perché questo incendio appiccato da qualche morto di fame (per mano diretta o a mezzo di qualche lacchè) ha finalmente trovato la sua prima spiegazione e per due soggetti – dei quali finora sono state diffuse solo le iniziali – è scattato un decreto di perquisizione e sequestro, che somiglia tanto a una mazzata tra capo e noce di collo.

Eh sì, i tagliaborse che vorrebbero soffocare il nostro territorio con il pizzo e le ritorsioni ‘ndranghetistiche non dormiranno comunque sonni tranquilli poiché se nel Tribunale di Rossano queste vicende si insabbiavano di sicuro, a Castrovillari potrebbe finalmente esistere il fatidico “giudice a Berlino”.

Qualcuno di voi avrà notato che a Rossano in circa 2 settimane, tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018, sono state incendiate circa 5 autovetture e già di per se questa notizia appare insolita dato che 5 autovetture in un Comune come quello bizantino vengono incendiate in 1 anno. Cosa è successo allora? A Rossano sono diventati tutti guappi e malandrini?

Ebbene no, signori miei, i piromani senza cervello che hanno dato fuoco al “Lulapaluza” non appena hanno notato che tutta la città si è sollevata in un grido di sdegno per il gesto compiuto e, ancor di più, hanno saputo dell’interessamento al caso anche della Dda di Catanzaro oltre che della procura di Castrovillari, da veri vili hanno cercato di far passare l’incendio del noto lido balneare come una coda di teppismo della città dando vita ad una serie di incendi dolosi con il solo fine di mettere in atto la sceneggiata del vandalismo giovanile. Certo, i ragazzi: bevono, sono sbandati, si drogano ed incendiano le macchine ed i lidi, ma per sfortuna di questi topi da 4 soldi noi non siamo tutti stupidi, la pantomima del vandalismo non la beviamo e sappiamo anche perché c’è stato quell’atto miserevole a danno di tre onesti ragazzi benvoluti da tutti.

Casualmente il Comune di Rossano Calabro con un bando pubblico attribuiva gratuitamente la gestione di alcune aree verdi a pochi metri dal lungomare, i requisiti del bando sembravano cuciti a pennello per qualche “amico” ed infatti questo “amico” presentava domanda di partecipazione al bando…vincendolo. Ma è da qui che parte l’imprevisto, l’inenarrabile… Anche i titolari del “Lulapaluza” partecipano al bando visto che anch’essi godevano dei vari requisiti richiesti. Ma all’apertura delle buste vincono gli “amici” che presentarono per primi la richiesta di attribuzione come nel miglior canovaccio possibile.

E ora arriva il bello, con il titolo da film che gli attribuiscono ora ”Rossano: le coincidenze, il ricorso ed una tanica di benzina”, meglio di Sorrentino.

Dato che i ragazzi del “Lulapaluza” credono nelle regole, decidono di opporre la decisione comunale al TAR di Catanzaro affinchè vi fosse una nuova valutazione dei requisiti, più oggettiva e che, ad ogni modo, non ricalcasse lo stile Cetto Laqualunque, e dopo ciò … rullo di tamburi, a distanza di due giorni dalla presentazione del ricorso al TAR ecco il rogo che distruggeva il lido in questione come nei migliori film anni ’90 sulle ritorsioni mafiose contro chi non voleva “piegarsi” alle regole del sodalizio criminale. Sicuramente le coincidenze dei tempi fanno molto pensare.

Ora i nomi non li abbiamo pronunciati ma con un po’ di inventiva (basta leggere bene Iacchite’, che a Rossano ormai è molto più letto dei ridicoli media di “Mollettun”) si riusciranno a rinvenire, anzi, voglio darvi una mano, informatevi su chi sono stati gli aggiudicatari del bando sulle aree verdi, informatevi su quale sia il loro entourage ed il gioco è fatto, se non avrete i mandanti, beh allora poco ci mancherà.

Ad ogni buon conto coloro i quali hanno ordito questo progetto criminale altro non sono che dei poveri falliti privi di qualunque forma di dignità, ed è anche per questo che quando vedrò le loro facce sui giornali con la relativa accusa penale non avrò stupore, perché nulla erano e nulla resteranno per tutta la loro esistenza!

Lettera firmata