Lettere a Iacchite’: “Spezzano Piccolo, depositato il ricorso contro l’annessione a Casali del Manco”

Advertising

Depositato al TAR Calabria il ricorso contro l’annessione forzosa di Spezzano Piccolo nel costituendo comune di Casali del Manco

L’avvocato Albino Domanico, coordinatore di un pool di legali, incaricati da oltre 220 cittadini di Spezzano Piccolo, ha presentato questa mattina, al TAR Calabria, il ricorso contro l’annessione forzosa di Spezzano Piccolo nel costituendo comune dei Casali del Manco.

Il corposo ricorso, di oltre quaranta cartelle, evidenzia le illegittimità che hanno caratterizzato l’intero percorso conclusosi con l’emanazione della legge regionale 11/2017 e denuncia l’inosservanza dei più elementari principi costituzionali. L’improvvisazione e la “strana” fretta con la quale tutto il percorso è stato caratterizzato e concluso è ormai cosa acclarata.

Così come sono noti a tutti i disagi che stanno vivendo i cittadini interessati. Ad oggi mancano persino i bolli e la carta intestata e ci sono enormi difficoltà anche nel rilasciare un semplice certificato. L’abolizione del quorum previsto dalla legge regionale 13/1983, l’applicazione del calcolo dei voti sull’intero bacino, introdotta  con l’applicazione retroattiva della legge 9/2016, modificata, a sua volta, dopo appena nove mesi  dalla legge 43/2016 è l’emblema dei limiti mostrati da chi, a livello regionale, ha il compito di legiferare.

Le nostre amare considerazioni nascono dall’esame degli atti. Basta leggere le dichiarazioni fatte il 15 dicembre 2016 dal vicepresidente della giunta, Prof. Viscomi, nella seconda commissione regionale e quelle fatte dal consigliere regionale Aieta, relatore in consiglio, nella seduta del 21 dicembre 2016, per rendersi conto della ipocrisia e arroganza politica che ha caratterizzato l’emanazione della legge 11/2017 sulla fusione dei comuni presilani.

Se aggiungiamo l’improvvisazione e gli interessi di parte o di qualche consigliere regionale, si capisce come il risultato non poteva che essere uno:  ignorare le più elementari norme della democrazia. Sentire le popolazioni interessate e agire contro la volontà sovrana espressa da una comunità, disconoscere l’autonomia di un Ente locale, impedire ai cittadini comunitari di partecipare al voto, sono solo parte dei frutti prodotti da scelte politiche così insensate.

D’altra parte la presentazione di una proposta di legge regionale a firma dei consiglieri Orlandino Greco e Franco Sergio, che rivede tutto il sistema delle fusioni, presentata subito dopo quanto si è verificato in Presila, che, di fatto stabilisce tempi e modi certi e democratici per raggiungere l’obiettivo della fusione che altrimenti rischia di innescare solo divisioni e tensioni tra comunità, così per com’è avvenuto, è la dimostrazione tangibile della gravità di quanto avvenuto in Presila e da noi denunciato.

Così com’è emblematico che lo stesso vice presidente Prof. Viscomi convochi sulle fusioni esperti e consiglieri il 15 maggio. Dieci giorni dopo il consiglio regionale farsa del 4 maggio. E’ la politica del chiudere la stalla con porte di ferro dopo che i buoi sono scappati. E se lo stesso scenario si dovesse verificare nel referendum fissato per il 22 ottobre tra Corigliano Calabro e Rossano come ci si comporterà?

E poi ci meravigliamo di Frosparo… Ora la palla passa in mano alla Giustizia; i cittadini, sono costretti a rivolgersi alla Magistratura anche per vedere garantiti i basilari principi democratici scritti a caratteri indelebili nella nostra Costituzione. La politica, purtroppo, ancora una volta ha fallito.

Liberi cittadini di Spezzano Piccolo