Lettere a Iacchite’: “Vi racconto la mia battaglia contro Poste, Inps e Tribunale”

Salve, vorrei raccontarvi in breve la mia storia…

Tutto risale a Marzo 2016… Mi chiamo Guido Basile, abito a Torano Castello (Cs) e lavoravo presso il CMP (Centro Meccanografico Postale) di Poste Italiane. Nel mese di Marzo 2016 faccio richiesta di poter usufruire di permessi della legge 104 dovendo accompagnare mio padre a Cosenza per fare Dialisi 3 volte a settimana.

Dopo qualche mese l’Inps mi scrive una lettera dicendomi che la richiesta mi veniva rigettata perché ne poteva usufruire il coniuge cioè mia mamma. Premetto che Lei non guida e in più ha una invalidità del 67% mentre mio padre invece è invalido al 100%. Io sono rimasto sbalordito… Sicché sono andato da un patronato e abbiamo fatto ricorso.

Mi rispondono ad Agosto rigettando il ricorso… Io allora mi sono rivolto ad un avvocato. Facciamo un ricorso in tribunale. Ci viene rigettato pure quello.

In seguito, Poste Italiane il 23 Dicembre mi manda una lettera di licenziamento retrodatata al 21 novembre quando ero in malattia e senza preavviso e senza avermi mai richiamato né verbalmente né per iscritto come prevede la legge.Impugniamo il licenziamento e faccio domanda di disoccupazione ma l’Inps non me l’accoglie perché Poste ha inserito dei codici sbagliati e quindi INPS non mi paga “per incongruenza dati”…

Facciamo ricorso in tribunale con art. 700 (procedura d’urgenza) e il giudice non ce lo accoglie perché non c’erano i motivi per fare un ricorso d’urgenza e non esisteva il danno economico.

Premetto che da Settembre 2016 non percepisco né lo stipendio e né la disoccupazione perché Poste non vuole cambiare il codice e non so perché. Sto facendo una guerra contro un muro di gomma dove Poste,Tribunale e Inps si palleggiano la responsabilità di questa situazione.

Se gentilmente riusciamo a farla conoscere questa mia storia perché una cosa è sicura… Sto lottando contro i poteri forti… Nel frattempo. la causa per il licenziamento il giudice da Luglio me l’ha rinviata a Gennaio e per il mio avvocato visti i tempi del Tribunale di Cosenza la cosa è lunga. L’unica mia colpa è assistere mio padre disabile essendo l’unico figlio convivente. Mi è stato negato in primis come dipendente di Poste Italiane di poter usufruire della legge 104, con l’aggravante di essere stato licenziato proprio per questo motivo e infine di non poter usufruire nemmeno della disoccupazione che è sempre un mio Diritto. Spero che almeno voi riusciate a dar voce a questo mio grande disagio e a tutte le ingiustizie subite.

Cordialmente,

Guido Basile