Lettere a Iacchite’: “Vi spiego come funziona il “mercato” delle case popolari”

Buongiorno,

sono un cittadino di Cosenza iscritto alle graduatorie delle case popolari del Comune. Premetto che sono iscritto nelle graduatorie da 15 anni. Da tempo provo – senza trovare però soluzione – a chiedere agli enti preposti una sistemazione per la mia famiglia.

Sono un ex operaio adesso in mobilità, con due figli minori e mia moglie che si arrangia ogni tanto pulendo scale. Come vi dicevo, da anni provo a risolvere questa questione per la mia famiglia atavica, ma le risposte non arrivano.

Nella mia ignoranza mi sono posto una serie di domande: Cosenza ha un patrimonio della case popolari abbastanza grande, tra Aterp e Comune ci sono tanti alloggi, ma una mappatura chiara secondo voi questi enti ce l’hanno? E’ possibile che da anni non riescono a farmi scalare nella graduatoria? E’ possibile che un ente che sia l’Aterp o il Comune, ti dice in maniera candida: non abbiamo appartamenti? E’ possibile che ti rispondano: fatti un giro nelle case popolari, e se ne vedi qualcuna chiusa segnalala a noi? Ma dico io: è possibile che lo stato non abbia più la capacità di controllare i suoi beni?

Qualche anno fa mi proposero di comprare una casa popolare, io ho sempre avuto paura ad occupare, e avevo provato a seguire questa strada extra legale. Un beneficiario di casa popolare, che negli anni si era costruito una posizione, e la mamma che vi abitava era morta, mi propose alla cifra di 10.000 euro di prendermi la casa. Io gli avrei dovuto dare 10.000 euro in nero, lui mi avrebbe dato la chiave della casa e io sarei diventato legalmente un occupante abusivo, con la promessa che avrebbe mosso amici suoi negli uffici per farmi rientrare la sanatoria o in cose similari.

Credo troppo nei valori dello stato, e non accettai, con mia moglie abbiamo avuto forti discussioni, ma non me la sentii. E’ mai possibile che la gestione delle case popolari sia così penosa? E’ mai possibile che dirigenti degli enti chiudano un occhio davanti a queste gravi cose?

Ho deciso di scriverle, direttore, perché sia fatta giustizia su questo problema, io sono un operaio che deve sperare ogni giorno oramai che qualcuno lo chiami per arrotondare qualche euro, voi però insieme anche a quei ragazzi che fanno denunce sul diritto alla casa, potete essere il futuro della città e avete tutte le carte in regola per aiutare e denunciare insieme a noi poveri cittadini.

Lettera firmata