“Liberami” conquista il Premio Mario Gallo

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“Liberami”, miglior film a Venezia 2016 Orizzonti, conquista il Premio Mario Gallo. La serata della premiazione al Garden di Rende.

E’ stato l’unico film italiano premiato all’ultima Mostra del Cinema di Venezia.

“Liberami”, diretto dalla giovane Federica Di Giacomo, ha conquistato il premio quale miglior film per la sezione Orizzonti lo scorso settembre in laguna, a dimostrazione ulteriore di una tendenza cinematografica che si è andata affermando nel corso degli ultimi anni e che vede nel cosiddetto “cinema del reale”, italiano e non solo, uno dei pochi campi dove è possibile rintracciare quelle novità e quelle qualità di cui sono sempre più avari altri generi cinematografici.

Il film è stato presentato al cinema Garden, alla presenza della sua autrice (che, dopo la proiezione, ha parlato della sua opera e risposto alle domande degli interessati spettatori) nell’ambito del Premio Mario Gallo, che proprio quest’anno festeggia la sua decima edizione con un programma ricco e di elevata qualità, tanto per gli ospiti invitati quanto per le opere proposte.

loca“Liberami” è un film sul ritorno dell’esorcismo nel mondo contemporaneo. Il nostro mondo. Ogni anno sempre più persone chiamano “possessione” il loro malessere, in Italia, in Europa, nel mondo. La Chiesa risponde all’emergenza spirituale nominando un numero crescente di preti esorcisti ed organizzando corsi di formazione.

Padre Cataldo è un veterano, tra gli esorcisti più ricercati in Sicilia e non solo, celebre per il carattere combattivo ed instancabile. Sono tantissimi gli uomini e le donne che cercano nell’incontro con padre Cataldo, nelle messe di liberazione, nel rito esorcistico vero e proprio (officiato perfino con mezzi contemporanei quale il cellulare) la cura al loro disagio.

E’ la stessa Di Giacomo (milanese ma di padre pugliese) che racconta al pubblico la genesi del suo lavoro, nato dalla curiosità per un mondo sconosciuto ai più (o conosciuto solo attraverso l’immagine che di esso hanno dato i film horror, a cominciare ovviamente da “L’esorcista” di Friedkin) e che è costato oltre due anni di riprese, cui sono seguiti circa dieci mesi per il montaggio del materiale girato: “Questo è un tema troppo importante per fare indagine. Io faccio un tipo di cinema che è narrativo e se io volevo rappresentare questo mondo dovevo starci dentro fino in fondo, non potevo fare confronti razionali tra questa e un’altra cura, fra un’opinione contro e un’opinione pro, perché diventava un’indagine razionale che in questo caso per me era abbastanza inutile”.

sceQuello su questo mondo è uno sguardo attento, partecipe dei drammi delle persone ma non indulgente; che cerca, e trova, un giusto equilibrio tra drammi e inevitabili elementi di commedia, che pur affiorano qua e là, ma che riesce ad evitare sempre il folclorico, rischio ben presente dato l’argomento affrontato. E’ uno sguardo rigoroso che si pone di fronte alla materia narrata dalla giusta distanza, che non giudica i fenomeni osservati ma lascia agli occhi di chi guarda l’interpretazione di quanto accade sullo schermo.

Tommaso Spinelli