Liceo Fermi, gli abusi di potere della preside e quel magistrato pronto a favorirla

Michela Bilotta, ex dirigente del "Fermi"
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COMUNICATO STAMPA

COSENZA: Con la  dirigente Bilotta, scarsa trasparenza, abuso di potere e grave vulnus democratico  al Liceo ” Fermi”. Il senatore Francesco Molinari ed altri dieci parlamentari firmano una interrogazione al Ministero dell’istruzione.

In seguito alla nomina di dirigente scolastico della Prof.ssa  Michela Bilotta al Liceo “E. Fermi”, una delle realtà formative più note di Cosenza e della Calabria, fu segnalato, a suo tempo,  dalla Flc-Cgil calabrese l’inadeguatezza degli affidamenti degli incarichi ai dirigenti scolastici nella Regione Calabria, ad opera del Direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, per scarsa trasparenza ed oggettività, soprattutto in scuole di grandi dimensioni.

Occorre dire che, dal settembre del 2011 ad oggi, tale constatazione ha assunto connotazioni drammatiche, per quello che fu il prestigioso  liceo scientifico, che ho avuto anche l’onore di frequentare e di essere rappresentante degli studenti nel Consiglio d’Istituto per due anni consecutivi, ai tempi del compianto Preside De Franco, grande latinista e studioso eccelso del pensiero di Telesio.

Era un obbligo per me, dunque,  intervenire con un atto nei confronti di un Ministero che ha fatto orecchie da mercante, pur essendo sempre stato a conoscenza di tutti i discutibili episodi in cui si è trovata coinvolta la Preside in questione e che, tra l’altro, hanno costituito oggetto di numerose interrogazioni parlamentari, oltre che in seno al Consiglio regionale calabrese. Purtroppo inutilmente.

liceo-fermi-520x245Conseguenza di ciò è stata la pericolosissima deriva del Liceo, che ha accusato un calo del 50% degli iscritti al primo anno ed uno del 20% del numero complessivo degli alunni. Un grave danno, dunque, per l’istruzione e la formazione dei giovani in terra di Calabria.

In  merito al discutibile comportamento della Preside, peraltro di pubblico dominio pubblico ed emerso in non pochi episodi, vorrei ricordare, la vergognosa proposta di introdurre nell’anno scolastico 2013/2014 corsi di recupero privati a pagamento per gli studenti con debito formativo, introducendo nelle scuole pubbliche un’inedita quanto sconosciuta attività intra moenia, per la quale aveva addirittura provveduto a stabilire un accordo con un istituto di credito per il finanziamento “a condizioni agevolatissime” dei corsi di sostegno/studio.

Anche solo questo sarebbe potuto  bastare, a far venir meno una così poco prestigiosa guida di una così prestigiosa scuola e, invece, si è optato per la riconferma, nel luglio 2014, da parte di chi, pochi mesi dopo, ha sottoposto il “Fermi” ad un’ispezione durata mesi, dei quali non si conoscono gli esiti, se non parzialmente. E sono storia recente le ulteriori gravi notizie, emerse da fonti sindacali, di un docente obbligato da visita fiscale a riprendere la propria attività lavorativa, nonostante esibizione di certificato di uno specialista operante in struttura pubblica attestante le precarie condizioni di salute del lavoratore.

Tutto ciò senza che si fosse messo il docente nelle condizioni di riprendere il posto di lavoro (con il supplente ancora nelle funzioni assegnate dal Dirigente scolastico), durante il delicato momento dello svolgimento degli scrutinii. Le tensioni scaricatesi in tale frangente hanno provocato un malore del docente richiamato, costretto a richiedere l’intervento del 118, con ricovero in emergenza.

O come la recente festa di fine anno scolastico. In quella occasione per la partecipazione è stato richiesto un “biglietto d’ingresso” di 10 euro da devolvere agli “organizzatori” , non è dato sapere  per coprire quali costi,  e di cui, a tutt’oggi, non è stato reso pubblico il contenuto del verbale di seduta con cui sono stati concessi gli spazi scolastici, né le modalità con cui è stata ripristinata l’igiene dei luoghi e il reperimento dei fondi necessari a ciò.

Eppure, la Preside forte, probabilmente, di chissà quale “ala protrettrice”, ha presentato ricorso al Giudice del lavoro contro il suo recente  pensionamento, su decreto del Direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Calabria, con l’inquietante particolare che a decidere del medesimo sarà un magistrato la cui figlia pare frequenti proprio il Liceo “Fermi” di Cosenza.
Attendiamo conferme o smentite dal Ministero, sperando che si possa fare luce e restituire dignità  ad un istituto scolastico dalla storia  prestigiosa.

Avv. Francesco Molinari
Senatore della Repubblica