L’imbarazzante silenzio del Commissario

Il commissario Carbone
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Nonostante una interrogazione parlamentare, vari appelli, compreso quello del Cinghiale, il commissario Carbone fa finta di non sentire.

Fa ricchia i mercanti, e gira la faccia dall’altra parte. Ma è mai possibile che tutti quelli che arrivano a Cosenza, anche se sono delle brave persone, non appena entrano nell’apparato istituzionale diventano omertosi, complici e un po’ mafiosi?

E’ stato chiesto al commissario Carbone di fornire le giuste spiegazioni ai cittadini in merito ai debiti di Occhiuto e in che misura è coinvolto il Comune di Cosenza. Ma pare che a Carbone non gliene possa fregar de meno. Non sono fatti che lo riguardano.

Lui spera di andar via il primo possibile da questa situazione dove anche lui ha capito la porcaria che c’è. Non vuole esporsi, evidentemente. Altrimenti, come abbiamo già spiegato, basterebbe qualche ora per capire la realtà dei fatti.

Ma ancora oggi, a quasi una settimana dell’interrogazione, lui traccheggia. Prende la serra di giro. E non solo non si fa trovare in Comune, ma si fa anche negare al telefono. Ogni tentativo di raggiungerlo, per chiedergli spiegazioni, risulta vano.

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Carbò, perché fai così? Il tuo ruolo se non l’hai capito è quello di verificare e dare risposte in merito all’attività amministrativa della giunta Occhiuto. Perché non lo fai? Perché all’oggi non hai ancora convocato il super pensionato intrallazzo d’oro Sconza? Che è l’artefice principale di questa operazione?

Basta solo chiedere queste 4 carte e spiegare ai cittadini se il Comune ha pagato o no, all’oggi, i debiti di Occhiuto. Una risposta importante che attendono tutti. E’ questione di democrazia e rispetto delle regole, oltre che dei cittadini. Che ti costa fare questo?

Solo lei, Carbò, può fornire i dettagli di questa truffa e far capire chiaramente e senza ombra di dubbio che di fatto il Comune – in seguito alle gravi mancanze amministrative dell’ufficio legale che non si è mai presentato ne ha mai risposto ai giudici – sta pagando, e dovrà continuare a farloL, i debiti di Occhiuto.

Se lei non dice niente, caro Carbone, lascia i cittadini che sono chiamati al voto disorientati. Perché non fa il suo lavoro? Questa cosa che lei non risponde, nonostante glielo chieda un ministro, un vice ministro, 4 deputati e nel nostro piccolo anche noi, fa pensare male. Non è che qualcuno gli ha promesso qualcosa in cambio del suo silenzio?

Qualcuno che gli avrà anche detto: ma chi te lo fa fare, tanto tra qualche settimana sei fuori. Lascia che se la vedano tra di loro. Non ti immischiare. E’ così, commissà? Spero di no, prima ancora che per la sua onorabilità, per il bene dei cittadini. Che devono sapere questa cosa, perchè si devono regolare.

E poi, una volta per tutte abbiamo l’occasione di capire chi racconta chiacchiere. Perciò, ancora una volta le chiediamo di rispondere a questa domanda: il Comune di Cosenza è diventato il terzo pagatore dei debiti di Occhiuto, o no? Non serve una specializzazione, un master o una laurea per rispondere.

Le ripeto, chiami Sconza e si faccia portare tutte le carte. Un paio di ore per leggerle, qualche altra ora per verificare, qualche telefonata al tribunale, e il caso è risolto. E tutti vissero felici e contenti.

Restiamo in attesa di un suo segnale, sicuri che troverà, tra tutte le cose che ha da fare, anche un pochino di tempo per rispondere a questa semplice domanda. Personalmente, in redazione, ho scommesso sulla sua buona fede.

GdD