L’operazione “Fuorigioco” si sgonfia: Foti indagato per pochi spiccioli per l’acquisto dell’ex rossoblù Danti

Domenico Danti
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La montagna sta partorendo il topolino. Il polverone sollevato ieri dall’operazione “Fuorigioco”, portata avanti dalla Procura di Napoli contro varie società e figure del calcio italiano, sta scoperchiando cifre con pochi zeri nel milionario mondo del pallone.

Le accuse di evasione fiscale e di false fatturazioni sono bollate in maniera univoca nelle ultime ore dai dirigenti destinatari dei provvedimenti: invocata da più parti l’archiviazione, anche in virtù della poca consistenza delle presunte violazioni.

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Nel mezzo c’è anche la Reggina, considerando che il nome di Lillo Foti compare tra gli indagati. All’ex presidente viene contestata un’irregolarità finanziaria pari a 3.000 euro, perpetrata assieme ad Alessandro Moggi, agente di calciatori.

Il tema è rappresentato dall’acquisizione di Domenico Danti, il ragazzo di San Giovanni in Fiore classe 1989 che esplose nel Cosenza di Massimo Mirabelli e Mimmo Toscano.

Danti venne ceduto per un milione di euro al Siena e poi dal Siena nell’estate del 2010 passò alla Reggina. Una cessione avvenuta all’interno della trattativa che portò anche Franco Brienza e Carlos Valdez in Toscana.

Oggi Domenico, dopo un po’ di vicissitudini, sta giocando un bel campionato in Lega Pro con l’Albinoleffe.

Lillo Foti risulta ultimo nella “classifica” dei dirigenti che si sarebbero macchiati, secondo l’accusa, di evasione fiscale: contestati 240 mila euro ad Adriano Galliani (Milan), 70 mila ad Andrea Della Valle (Fiorentina) fino ad arrivare agli 8000 euro per Aurelio De Laurentis (Napoli) e ai 3000 di Foti. Ma sarà una cosa seria?