Luberto: “A Cosenza c’è una struttura criminale che ha venduto i voti. E qualcuno li ha comprati”

Più volte, dal mese di settembre dello scorso anno ad oggi, abbiamo avuto modo di “scontrarci” con il direttore del giornale on line “Corriere della Calabria” Paolo Pollichieni sul diverso modo di intendere la missione della politica e sullo stesso modo di fare informazione.

Oggi però non possiamo che fargli i complimenti per il tenore dell’intervista che ha realizzato ieri al magistrato della DDA di Catanzaro Vincenzo Luberto. Perché da questa intervista tutti (ma proprio tutti) possono rendersi conto di come non sia più possibile per determinati politici ripresentarsi al giudizio degli elettori cosentini.

Luberto sta indagando, insieme ai suoi colleghi, sulle elezioni del 2011 a Cosenza. I candidati che si sono contesi la vittoria elettorale fino alla fine sono stati Mario Occhiuto ed Enzo Paolini e, come tutti sanno, ha vinto Occhiuto.

Rispetto a questa competizione elettorale, Luberto ha affermato testualmente.

“Quello che mi pare di poter dire è che c’è una struttura di tipo criminale che controlla i voti, o almeno un pacchetto di voti, e quel pacchetto può vendere. Ci sono delle investigazioni che dimostrano quanto la ‘ndrangheta controlli degli ammortizzatori sociali illeciti (come nel caso delle truffe in danno degli istituti previdenziali), e di conseguenza controlla voti che possono essere venduti al miglior offerente. C’è poi qualcuno che li compra. Ma la tragedia sta nel fatto che è sempre più difficile essere liberi di scegliere chi votare».

E ancora: «È complicato difendersi da queste storture, perché la gente è in una situazione di bisogno indotto, c’è un oligopolio delle fonti di ricchezza e la libertà di scelta ha un costo spesso insostenibile. Il problema è sempre economico».

Dunque, c’è stato chi ha venduto e chi ha comprato voti ed è chiaro come il sole che chi si è avvantaggiato di questa compravendita illegale (si chiama voto di scambio ma è anche a tutti gli effetti corruzione) è stato il vincitore delle elezioni del 2011, cioè Mario Occhiuto. Proprio colui che ancora una volta vorrebbe ricandidarsi e continuare a governare la città di Cosenza.

Si può consentire a quest’uomo di fare ancora tutto quello che gli pare?

E così l’ultima domanda posta da Pollichieni a Luberto è stata la seguente: «Quando incontra sul cammino un appuntamento elettorale, la vostra attività di magistrati ne tiene conto o no?». 

La risposta è chiara e netta.
«Io – risponde Luberto – sono perché non se ne tenga conto. Abbiamo dei tempi che sono dettati dalle investigazioni e dai mezzi che ci danno per farle celermente. Però forse sono in minoranza, non dico in questo ufficio, ma sto iniziando a sentir dire di opportunità politiche da rispettare. Io non sono tanto d’accordo. Un’esigenza cautelare o c’è o non c’è. E se c’è non posso aspettare».

Capito, Occhiuto?