Luberto annuncia: tra qualche giorno il nome del nuovo pentito

Luberto
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La DDA di Catanzaro, attraverso i propri canali di comunicazione, intende informare la cittadinanza cosentina di alcune cose.

A dire il vero non è la DDA nella sua interezza o nella sua “ufficialità” a voler informare i cosentini, e se ciò avviene, lo si deve solo al bisogno urgente di comunicare del dottor Luberto. Un bisogno che quando arriva va soddisfatto e di cui ogni tanto è preda. E il modo più pratico e veloce per comunicare di sghisciu, è quello di far arrivare alle orecchie di qualche redazione i messaggi da diffondere.

A che pro non si può dire con esattezza, ma c’è da scommettere che non è solo per la ricerca della Verità, e per onore di Giustizia, che Luberto si muove.

La comunicazione è di quelle che hanno un peso. Perché Luberto interviene sulla questione “blitz a Cosenza”. Luberto attraverso un organo di stampa locale fa sapere, e dunque ufficializza, che poi è quello che diciamo da tempo, che oltre a quelli che già conosciamo, cioè Foggetti, Lamanna, Bruzzese, c’è un nuovo pentito a Cosenza. Che come diciamo noi è un pezzotto grosso della mala che conta. Un tipo temuto e rispettato da tutti.

Nato e cresciuto a Cosenza, che si è sempre saputo muovere, con abilità e destrezza, tra un clan e l’altro. Per far capire a tutti che questa notizia è vera, Luberto annuncia, attraverso il giornalista, che la famiglia del nuovo pentito è già sotto protezione da settimane e non si trova più a Cosenza. E che lo stesso boss oramai al 100% pentito, che si trova in carcere da almeno un paio di anni, per sentenze definitive ed altri procedimenti in corso, è stato spostato in un luogo protetto.

Luberto, sempre per interposta persona, aggiunge di più. Ci fa sapere che il totopentito sta per finire, perché tra qualche giorno sarà la stessa DDA ad ufficializzare il nome. Una dichiarazione importante, segno evidente che ciò che doveva dire ha già detto.

Entra di striscio, Luberto, sui contenuti delle dichiarazione, ma ci fa sapere che lo spessore del boss pentito è tale da poter coinvolgere, in maniera definitiva e riscontrata, il livello politico/massonico nel malaffare cosentino.

Come a dire: non è vero come dice Iacchite’ che noi non arrestiamo i politici, a noi piace fare le cose per bene e con tutte le garanzie per gli imputati. Il pentimento di questo personaggio, avvenuto, ci fa sapere Luberto, non più di tre mesi or sono (questo dato lo dicono sempre sbagliato apposta) a seguito di vari incontri con i pm di Catanzaro, è il tassello del puzzle che mancava. Non solo perché è a conoscenza di tutte le vicende criminali di Cosenza, anche di episodi omicidiari avvenuti 20, 30 anni fa rimasti insoluti, ma anche per la sua approfondita e diretta conoscenza degli accordi tra politici locali e i clan.

Insomma Luberto si espone e annuncia che l’inchiesta sul voto di scambio politico/mafioso non solo continua, ma a breve sarà “operativa”. Il perché lo fa, come scrivevo prima, non è dato sapere. Magari lo fa per arginare le critiche, oppure per insabbiare, e confondere, o molto semplicemente perché è un ottimo magistrato che ha sempre fatto il suo dovere, e lo vuole dimostrare.

E’ sincero, non è sincero Luberto, questo non posso dirlo, non ho capacità extrasensoriali. Ma una cosa mi sento di dirla: questo annuncio è il segnale che scatterà il blitz contro i soli malandrini, come diciamo da tempo, e che tra gli arrestati non leggeremo mai i nomi dei veri mafiosi della città: politici, servitori dello stato infedeli, e massoni corrotti.

Su questo le chiacchiere, anche quelle di Luberto, stanno a zero.

GdD