Luca Lotti indagato. E poi parlano della Raggi

Firenze, il Sindaco Matteo Renzi arriva alla stazione di Santa Maria Novella dopo essere stato a Roma 2014-02-05 © Niccolò Cambi/Massimo Sestini
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Il neo ministro Luca Lotti è indagato per rivelazione di segreto e favoreggiamento nell’ambito dell’indagine avviata dalla Procura di Napoli sulla corruzione in Consip.

Mentre il suo PD mobilitava televisioni, giornali e lecchini, con lo scopo di mettere in difficoltà il sindaco di Roma Virginia Raggi, su presunte inchieste che neanche la riguardano,  tutto l’apparato del partito e di governo continuavano tranquillamente ad intrallazzare a tutto spiano.

L’operazione Raggi serviva e serve per coprire le loro magagne. Sparlare del sindaco di Roma per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dai loro loschi affari. Speravano, ancora una volta, di far abboccare alle loro chiacchiere gli italiani. Ma oramai sono sgamati e i loro affari loschi, e il continuo tradimento del popolo, sono  pratiche del PD che tutti conoscono. Come sempre è solo questione di tempo, e la verità prima o poi viene a galla.

A dare la notizia del ministro indagato in gravi reati, è il Fatto Quotidiano. Il giornale spiega  che il fascicolo contenente le ipotesi di reato sulle fughe di notizie è stato stralciato dal filone principale sulla corruzione (che vede indagati Alfredo Romeo e il dirigente della Consip Marco Gasparri) ed è finito a Roma per competenza territoriale, dunque al procuratore Giuseppe Pignatone. Anche se la Procura, contattata dal giornale, non conferma.

Luca Lotti, scrive il quotidiano, è indagato a seguito delle dichiarazioni di Luigi Marroni.

“L’ex assessore alla sanità della Regione Toscana, promosso da Renzi a capo della Consip”, riporta il Fatto, “nel suo esame come persona informata dei fatti, ha tirato in ballo anche il generale dei carabinieri Emanuele Saltalamacchia, comandante della Legione Toscana, indagato per le stesse ipotesi di reato”.

A far partire gli accertamenti che hanno portato a indagare tre persone, oltre a Lotti e Saltalamacchia c’è anche il comandante generale dell’Arma dei carabinieri Tullio Del Sette, sarebbe stata “una bonifica contro le microspie”.

Il neo ministro dal canto suo, con un post su FB respinge le accuse e si difende:

“Dopo settimane di lavoro molto intenso tra referendum, crisi di governo e primi passi del nuovo impegno come ministro mi ero preso un giorno di ferie per la prima recita di Gherardo, mio figlio.

Oggi però un giornale scrive che sarei indagato per rivelazioni di segreto d’ufficio in una inchiesta che vedrebbe indagato persino il Comandante generale dell’Arma dei carabinieri. È una cosa che semplicemente non esiste. Inutile stare a fare dietrologie o polemiche.
Sto comunque tornando a Roma per sapere se la notizia corrisponde al vero e, in tal caso, per chiedere di essere sentito oggi stesso. È una cosa che non esiste e non ho voglia di lasciarla sospesa.

Noi non scappiamo dalle indagini: siamo a totale disposizione di ogni chiarimento da parte dell’autorità giudiziaria.
La verità – del resto – è più forte di qualsiasi polemica mediatica e non vedo l’ora di dimostrarlo”.