Luci di Natale: Cosenza è come un volgare centro commerciale senza tempo e senza luogo

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Cara redazione di Iacchite’,

vi scrivo per segnalarvi la vergognosa pubblicità che viene fatta sul quotidiano dalla servetta di Occhiuto a proposito, questa volta, delle orrende luminarie che il sindaco ha deciso di disseminare, come fa tutti gli anni e tutto l’anno senza requie, per la città. Sono paragonabili a quelle delle feste patronali di paese, dei nostri paesi dell’entroterra negli anni ’60 e ’70: brutte, tamarre e appariscenti e, soprattutto, di una tristezza struggente.

pinocchio

Oltre a quelle ridicole con Pinocchio e Babbo Natale, sono particolarmente incomprensibili quelle a forma di menorah (il candelabro simbolo della religione ebraica) che nulla hanno a che vedere con Natale, con la Calabria e con Cosenza (gli ebrei li hanno cacciati gli spagnoli da secoli dal Regno delle due Sicilie, ma, soprattutto, non festeggiano il Natale perchè non credono che sia ancora nato il Redentore). Quelle atroci palette illuminate di Viale Parco sembrano delimitare una via che conduce, in un film dei fratelli Coen, ad un centro commerciale nel deserto del Nevada.

villa

Quelle sistemate nella Villa Vecchia, poi, sono davvero grottesche: enormi palline argentate e infiocchettate, ma pervie, nelle quali trovano posto addirittura due sposi (ma sono finti o sono veri come quelli delle vetrine dei fotografi di quart’ordine?).

Come commentare, poi, lo scempio compiuto ai danni dei nostri monumenti: il Rendano che sembra l’ingresso di un Casinò di Las Vegas (e a noi piace moltissimo Las Vegas, ma negli USA e non qui), il portone principale del Duomo incorniciato da un fascio di luce come nei centri benessere (ma questa “idea” l’ha concordata con i suoi amici della chiesa, perché è addirittura la porta santa del Giubileo!!!) e il nostro lungofiume e San Domenico illuminati con colori così violenti da far impallidire, letteralmente, gli stand di Disneyland ad Orlando (anche questo in USA, Florida).

Parco a tema in questo caso d’obbligo: il tesoro di Alarico (speriamo di non avergli suggerito un’idea…). La città di Telesio, di Parrasio, di Amici, di Rendano  trasformata in un volgare, enorme e plurilluminato centro commerciale senza tempo e senza luogo.

Vergogna!
Lettera firmata