Luglio e agosto, Occhiuto mio non ti conosco

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Cosenza è una città che ha voglia di normalità.

Una città stanca di sentire tutti i giorni questa o quella polemica. La gente non ne può più di assistere a guerre, faide, traggiri. Urge normalità.

Perché le polemiche e le lotte intestine non hanno mai portato niente di buono ai cosentini. Tutti vorrebbero che la giornata  a Cosenza scorresse felice e senza pensieri per ogni abitante. In due parole: volemose bene.

Solo comportandosi così si può aspirare che la tranquillità, la serenità, diventino un bene comune. Non c’è bisogno in questo momento di cattiveria, ma solo di bontà. C’è voglia di cambiare. Un cambiamento che può anche partire da un dato semplice: azzerare il passato.

Quel che è stato è stato, scurdammucci u passatu perché è giunta l’ora di guardare avanti. Bisogna azzerare tutte le polemiche e sopire ogni rancore. A cominciare da noi. Dobbiamo cambiare registro. Basta con gli attacchi per ogni cosa. Sapere se  Occhiuto è uno pieno di debiti impelagato con malavitosi e corrotti, oggi, alla luce di questo, non ha più importanza. Non serve e non porta a niente questa sterile polemica.

Quel che conta è la volontà di ricominciare. E’ questo quello che vuole la gente. E  da ciò che ci scrivono (gli elettori di Occhiuto) è chiaro che non gli interessano le nostre polemiche con Occhiuto, e con il resto del mondo. Perché sono solo chiacchiere che ostacolano il futuro della nostra città. Chiacchiere che risultano anche una cattiva pubblicità per la nostra città.

Occhiuto è stato eletto, e lasciamolo governare! E’ questo il “sentimento” condiviso che aleggia in città. I cittadini vogliono mettere di nuovo alla prova Occhiuto per vedere se questa volta riesce a fare quello che ha promesso. Come dire, non c’è due senza tre. Oppure abbiamo fatto 30 possiamo anche fare 31.

Ma se c’è, chi come noi, continua a disturbarlo, ad offenderlo, ad inveirgli contro, ad accusarlo di ogni cosa, finirà anche questa volta che per difendersi dalle nostre infamie e dalle nostre menzogne, sarà costretto a sottrarre tempo prezioso all’attività politica a discapito di chi ha i problemi. E la colpa del suo non fare, e del perdurare dei problemi a Cosenza, anche questa volta sarà addossata a noi.

Ecco perché i suoi elettori ci chiedono di lasciarlo stare, di non stressarlo, lasciarlo lavorare, e poi, solo poi, a mandato finito, e lavoro eseguito, giudicarlo. In pratica ci chiedono di concedergli una altra possibilità. Di scordarci il passato e misurarlo sui fatti.  Quello che è stato è stato, sempre se c’è stato, e fa parte del passato. Bisogna guardare al futuro.

Occhiuto è uno che sa come far girare la guagna. E tanto basta ai suoi elettori. Può rendere Cosenza un piccolo gioiellino, e riempire parecchie tasche. E’ la gente che lo dice. Del resto il bagno di consensi parla chiaro. Una vittoria la sua che gli ha permesso anche di uscire dalla brutta depressione in cui era caduto, meglio di una medicina. E’ ringalluzzito. Dalla difesa ora è passato all’attacco. Non ha più paura di essere inquisito, arrestato. Sa il fatto suo.

Jole-Santelli1I tentativi di fermare le inchieste a suo carico, evidentemente, sono andati a buon fine. La Santelli, al contrario di quello che pensavamo noi, si è dimostrata sperta. Si è saputa muovere arrivando, almeno a me cosi sembra da come si stanno evolvendo le cose, anche negli uffici della DDA. Per non parlare di quelli della procura di Cosenza. I suoi amici romani, appartenenti alle potenti lobby dei giudici politicizzati, le devono aver dato una bella mano.

Si sono impegnati per mettere tutto a tacere, e pare ci siano riusciti. Tant’è che le lobby romane per rendere evidente il loro interessamento un messaggio a tutti i politici e i magistrati calabresi che da tempo lavorano per ripristinare un minimo di legalità in questa martoriata terra, l’hanno mandato. Vedi la storia di Alfano.

cinghiale alfanoCome si sa il ministro è stato tirato in ballo per la solita storia di favoritismi, facendo arrivare alla stampa scarti di intercettazioni di una più ampia inchiesta denominata Labirinto, in cui il fratello e il padre del ministro spendono il nome di Angelino per avere privilegi e posti di lavoro. Direte che c’entra Alfano? C’entra! Perché, come si sa, è nelle mani del ministro la “decisione” dell’ineleggibilità di Occhiuto per la storia dei debiti.

A me pare un evidente messaggio intimidatorio. Come dire: state attenti, pure voi in Calabria, perché se serve abbiamo un dossier e intercettazioni su ognuno di voi. Anche sui PM della DDA.  Se così è, è chiaro che la Santelli e i fratelli Occhiuto hanno ancora agganci seri e pesanti da spendersi. Non si arrenderanno facilmente. Venderanno cara la loro pelle.

Bene, ora che le cose si sono apparate, e Occhiuto si sente sicuro, e tutto è finito a tarallucci e vino, non ci resta altro da fare che accogliere l’appello degli elettori di Occhiuto. Altrimenti corriamo il rischio di diventare come il giapponese sull’isola a cui nessuno ha comunicato che la guerra è finita.

Perciò abbiamo deciso, almeno per la durata di questa afosa estate, di non armare più guerre contro Occhiuto. Ci dimentichiamo di tutto. Degli avvisi di garanzia ai dirigenti comunali, dei suoi debiti pagati con i soldi del Comune, delle dichiarazioni dei pentiti, dei cottimi fiduciari a na lira, degli accordi con ditte mafiose, e per finire di questa storia della presidenza della Provincia. Occhiuto è stato eletto ed ha tutto il diritto di fare quello che vuole. E noi non possiamo fare altro che accettare questo. Da domani parleremo solo di come cambia in meglio la città. Raccontando solo positività. E nel mentre ci godiamo, almeno un po’, questa estate. Come dire: luglio e agosto, Occhiuto mio non ti conosco. Buona estate a tutti.

N.B. ora voglio vedere quanti mi piace degli elettori di Occhiuto prenderà questo articolo.

GdD