L’ultima volta di Mondonico a Cosenza: il calcio e la felicità

Il calcio dà felicità perché tutto il resto è un disastro. Emiliano Mondonico, ex allenatore del Cosenza tra il 2001 e il 2002 (fu esonerato sia nel campionato 2001-02 che in quello successivo 2002-03 prima della radiazione della società rossoblù), ma soprattutto di squadre come Torino, Atalanta, Fiorentina, Napoli e Cremonese, morto questa mattina a 71 anni, aveva sintetizzato così il concetto di felicità nel calcio l’ultima volta che era venuto a Cosenza, nel settembre 2013, invitato dal Comune.

Gli avevano chiesto della “felicità” nel calcio gli organizzatori del Festival delle Invasioni, che lo avevano portato al chiostro di Santa Chiara a conversare sul tema.

“Il calcio dà appartenenza – aveva aggiunto Mondonico – e regala attimi di felicità che nessun’altra realtà riesce oggi a darci”.

La politica, la chiesa, il sociale. Il tecnico cremonese aveva passato in rassegna tutti i mali della nostra società e ne aveva dedotto che è solo il calcio a dargli qualche momento di felicità. “Mentre mi operavano per due volte di tumore – aveva detto con un certo orgoglio – io allenavo una squadra e questo pensiero mi rendeva felice”.

Mondonico aveva recuperato la dimensione ludica e gioiosa del suo mondo quando ha candidamente rivelato che, per allenare la sua squadra del cuore, ha firmato un foglio in bianco lasciando ai dirigenti della Fiorentina il compito di scrivere la cifra che avrebbe dovuto percepire. Ma anche quella del vecchio, dell’uomo maturo, del giovane e del bambino che rincorrono una palla rotolante. E i risvolti sociali ovvero l’impegno dei protagonisti del calcio per fare da testimonial, ad esempio contro gli eccessi della gioventù e la droga.

“Ha ragione Mondonico, che saluto con ammirazione – aveva affermato dal canto suo il presidente del Cosenza Calcio Eugenio Guarascio -: il calcio dà appartenenza e lo sappiamo bene soprattutto noi calabresi. Mentre parlava mister Mondonico e quando venivano evocati momenti di gioia per il Cosenza, ho sentito positività e la sensazione ancora più forte dell’appartenenza. I momenti di felicità che dà il calcio ci fanno sentire tutti uniti ed è una dimensione assolutamente straordinaria”.

Avevano partecipato alla conversazione Franco Dionesalvi, che ha coordinato i lavori, Alessandro Russo, Massimo Cervelli e Marcello Spadafora.

IL RICORDO DEL COSENZA CALCIO

La Società Cosenza Calcio esprime, in tutte le proprie componenti, il più sentito cordoglio per la scomparsa di Emiliano Mondonico, venuto a mancare questa mattina al termine di una lunga battaglia contro un cattivo male che Il Cosenza Calcio piange Emiliano Mondonicolo affliggeva ormai da tempo. La panchina del San Vito – ‘Marulla’ ha avuto l’onore di ospitare Mondo, come veniva affettuosamente chiamato, a cavallo tra le stagioni 2001/’02 e 2002/’03: signore del calcio ed icona di una sport ormai andato, Mondonico è la perfetta rappresentazione di un calcio genuino che non esiste più. Tornato a Cosenza nel 2013 per il ‘Festival delle Invasioni’, in quell’occasione prese parte ad un incontro pubblico dal titolo ‘BES e PES – la felicità nel gioco del calcio’: fu in quell’occasione che conobbe il Presidente Eugenio Guarascio, seduto con lui al tavolo della conferenza.

Alla famiglia giunga la più sentita vicinanza da parte del Presidente Eugenio Guarascio e della Società tutta.