Lungro, il curioso caso della signora B. e della figlia del sindaco

Il sindaco di Lungro, Giuseppino Santoianni, dopo la sua ultima campagna elettorale che lo ha visto vittorioso per la terza volta, ha dichiarato di voler essere il sindaco di tutti, anche di chi non lo ha votato, di garantire che la sua sarà un’amministrazione trasparente caratterizzata da onestà e da legalità; parole riportate anche da alcuni organi di stampa.

Se vediamo però quello che è successo durante l’ultima campagna elettorale non pare proprio che il sindaco Santoianni ed i suoi stretti collaboratori e familiari si siano comportati secondo principi di trasparenza, onestà e legalità; emblematico, infatti, il caso di una signora di Lungro (signora B.) la quale ha raccontato la sua vicenda sul social network facebook.

In piena campagna elettorale – racconta la signora di Lungro – è stata chiamata ed avvicinata dalla signora Elisabetta Santoianni, figlia del sindaco Giuseppino, la quale, come titolare o gestore del patronato di famiglia INPAL, le avrebbe proposto un lavoretto di un mese a circa 500 euro come assistente domiciliare agli anziani di Lungro; la Santoianni faceva firmare i modelli di domanda alla signora B. e le garantiva che subito dopo le elezioni avrebbe avuto il suo incarico lavorativo.

Fatto sta che, durante la campagna elettorale, la signora B., assieme al marito, dichiaravano pubblicamente di voler sostenere e votare per l’altro candidato a sindaco di Lungro (Gennaro Cortese) e non per Santoianni Giuseppino.

Appena saputo che la signora B. andava dicendo che avrebbe votato contro Santoianni, la figlia del sindaco chiamava la signora B. invitandola a ritirare la domanda fatta perché non avrebbe più potuto lavorare per il suo patronato.

Tutta la vicenda, come già detto, veniva pubblicata su facebook, e tra i vari commenti compariva anche quello di Elisabetta Santoianni la quale confermava implicitamente lo svolgimento dei fatti ed in risposta al marito della signora B. dichiarava testualmente:

“Carissimo Angelo rispondo e chiudo subito qui. Tua moglie non ha fatto domanda al comune di Lungro ma bensì in un ente privato che nulla ha a che fare con le istituzioni pubbliche che il sindaco rappresenta. Un ente privato ha la libertà di scegliere chi assumere e chi no soprattutto in base alle qualità morali che non ho intravisto negli atteggiamenti di tua moglie. Buona serata e buon lavoro”.

Queste qualità morali – possiamo tranquillamente dire – prima possedute dalla signora B. sono venute immediatamente meno nel momento in cui la B. ha detto pubblicamente che avrebbe votato per il candidato a sindaco avversario di Santoianni.

Così è… se vi pare.