M5S, Morra invoca l’immunità per non pagare la “Malgrado Tutto” e va contro le regole del movimento

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La cooperativa Malgrado Tutto ha chiesto mezzo milione di euro al senatore Nicola Morra del Movimento 5 Stelle per alcune dichiarazioni del parlamentare nel corso della trasmissione “L’Arena” di Massimo Giletti andata in onda sulla Rai, nella quale si parlava delle condizioni del Cie (Centro di identificazione ed espulsione) per immigrati gestito dalla Malgrado Tutto. 

La vicenda ieri è approdata alla camera di conciliazione di Lamezia dove si è registrato un nulla di fatto.

“La richiesta danni è per due precise dichiarazioni – spiega l’avvocato Eugenio Francesco Caputo, legale di fiducia della cooperativa – che il senatore Morra ha fatto in trasmissione. Quella secondo la quale lui avrebbe visto i ragazzi del centro sul tetto armeggiare con pannelli fotovoltaici, scendere con le funi e senza casco e quella secondo la quale quando la cooperativa Malgrado Tutto gestiva il Cie si sarebbero verificati cinque casi di suicidio che lui addebiterebbe alla gestione della cooperativa Malgrado Tutto. Il senatore Morra, per il tramite del suo avvocato Giuseppe d’Ippolito, ritiene che non si possa avviare la mediazione perché lui (Morra, ndr) si copre con l’insindacabilità che spetta ai rappresentanti del Parlamento”. 

“Vorrei ricordare – continua l’avvocato Caruso – che il Movimento 5 Stelle da sempre rinuncia all’immunità come di recente ha fatto il senatore Giarrusso che verrà processato in sede penale per diffamazione. Il senatore Morra fa benissimo a coprirsi con la tutela costituzionale, però a questo punto deve spiegare che tipo di coerenza ha. Lui invoca l’insindacabilità delle sue dichiarazioni quando è smentito dal suo stesso Movimento. A noi sarebbe bastato che lui fosse venuto rendendo conto di questi due fatti. Se fossero stati veri gli avremmo dato ragione ma visto che ha torto non può nascondersi dietro l’immunità…”