Ma Piperno lo sa che la Patatina è passata a destra?

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Dobbiamo rassegnarci, la Patatina è passata definitivamente a destra. Cosa non si fa per un aperitivo. E in questa sua ennesima metamorfosi, ha pensato bene, come copertura politica, di tirarsi dietro quel fenomeno, ora anzianotto, che è Franco Piperno.

Tra un ristorantino e l’altro – pagato sempre da voi caggi, che io al comune di Cosenza non gli do neanche un euro, neanche se mi ammazzano, preferisco la galera piuttosto che pagare tasse destinate a mantenere questi parassiti –  ha pensato di strumentalizzare il buon vecchio Franco. Spera, così facendo, di trovare giustificazioni filosofiche/politiche al suo rincorrere senza dignità uno stipendio. A garantirgli questo, cioè la scusa politica, secondo la Patatina, l’indubbio spessore spessore politico e storico del prof.

scalzone eva pipernoVuole utilizzare l’anzianotto Piperno come una specie di ombrello politico e paravento culturale per motivare le sue aberranti scelte,  e per colmare il vuoto intellettuale che c’è nella sua testa.

Come a dire: se c’è Piperno al mio fianco che dice  che ho fatto bene a passare con la destra becera e parassitaria di questa città, a sinistra, i compagni radical chic, e gli intellettuali da salotto, non potranno più criticarmi. Perché Piperno sa come trovare una argomentazione politica per giustificare la Patatina e il suo lauto compenso. Che non le serve per mantenere la famiglia, ma per vacanze, week end, cene, cenette, feste e festini.

stregaE non è una mia cattiveria, chi gira la città lo sa: tutte le sere mangia fuori. Per fare questo, non dico assai, ogni sera li spendi 30 euro? Il minimo per come beve e mangia lei, e la sua comitiva. Non che è una ubriacona. Ma perchè essendo nobili, stappano bottiglie di vino di 20/30 euro. E poi i prosciuttini, le ostrichine, il maialino, lo spumantino, lo scampagnino. Tutte le sere. E nei fini settimana via, a spridare seriamente dove gli altri non possono vedere.

Vi chiedo: voi che al pari suo lavorate, e avete figli, potete fare quello che fa lei? Non penso proprio. Nessuno spende 1000 euro al mese nei locali. Non almeno quelli che vivono, come dice lei, con uno stipendio.

Ecco perché mi da fastidio che percepisca questo stipendio dai cosentini: siccome è abituata a questo tenore di vita, mo’ che è caduta in vascia furtuna, dobbiamo essere noi a mantenere il suo stile di vita. Siccome è nobile, le dobbiamo, secondo il sindaco, riconoscenza, e non è giusto che si “arriduca così”, come tutti noi. Giustamente una del suo lignaggio non sporcarsi le mani andando a fare la spesa al supermercato, a cucinare e a magiare a casa la sera come fanno tutti.  Una persona che ha bisogno, come ha scritto lei, di mantenere la sua famiglia, non spende i soldi in questo modo. Ecco perché non do soldi al Comune.

pipernoRitornando a Piperno, dico che non è giusto che la Patatina si approfitti di questo illustre nostro concittadino onorario (è nato a Catanzaro) che si è sempre distinto per coerenza politica e non ha mai saltato il fosso.

Dispiace perché, a vedere Piperno che oggi  ha 75 anni,  non più lucidissimo come un tempo,  “è capace” che non ha capito bene la manovra della Patatina che lo sta trascinando  nei salotti della peggiore destra della città.

Sarebbe una indegna conclusione (per cent’anni ancora di salute al prof) di un percorso politico che gli è valso una vita e che oggi è entrato di diritto nei libri di storia, nel bene e nel male.

Perciò cara Patatina non fare che rovini la biografia pure di Piperno. Quello di cui vorrei accertarmi è se Piperno ha capito tutta la situazione. Se andare a casa Santelli, per esempio, è stata una sua libera scelta o una circonvenzione.

Sarebbe grave se scoprissimo chela Patatina sta circuendo un povero anziano per i suoi indegni scopi. Ho scritto questo solo per accertarmi dello stato di salute dl prof. e poi perché non mi sta bene che in questo mondo c’è sempre gente pronta ad approfittarsi di chi, come Piperno, per l’avanzare degli anni, diventa ingenuo come un bambino. Gli anziani vanno rispettati!

Mascia Cascia