Ma quale bagno di folla, per Occhiuto è stato un “bagno penale”

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E’ un Occhiuto teso, tirato, al limite del “collasso” quello che ieri ha inaugurato la segreteria politica in pieno centro città. Farfuglia, pappicia, si mangia le parole, inciampa, e spesso ingoia la saliva. 5 minuti col microfono in mano per dire una serie di banalità che mancu un programma di Maria De Filippi.

Contro di noi solo meschinità, dice Occhiuto. E mentre parla i finanzieri spulciano centinaia di delibere che assegnano lavori a go go a ditte amiche senza averne i requisiti. Determine prive dei verbali di collaudo lavori, necessario per liquidare la fattura. Ma al quarto piano, per gli amici degli amici, la correttezza della “pratica” era un optional. Bastava presentare fattura e subito per loro, pronta cassa. La famosa etica occhiutiana.

Insomma, milioni di euro regalati ai suoi creditori che incassavano senza effettuare realmente i lavori. Tanto nessuno a Cosenza controlla, pensavano all’epoca. Ma oggi le cose sono cambiate, anche la procura di Cosenza da sempre al servizio del malaffare di Occhiuto e non solo, questa volta vuole vederci chiaro.

occhiuto microfono

Sarà che hanno annusato l’arrivo della DDA, e allora vogliono farsi trovare “preparati”, sarà che la dottoressa Manzini si è passata una mano sulla coscienza, ma le cose per Occhiuto e i suoi compari sono decisamente cambiate. Un’inchiesta, quella avviata dalla Manzini, che oramai ha raccolto tutto il materiale necessario, e dove non avrà difficolta a rilevare palesi reati e violazioni di legge.

Le abbiamo scoperte noi senza nessuna competenza, figuriamoci una navigata di mestiere come la Manzini. Per quanto Occhiuto cerchi di ammucciare le sue reali condizioni psicologiche, purtroppo per lui, la sua palese tensione è palpabile. Si taglia con il coltello, tanto fitta è.

La sua breve storia da sindaco sta per chiudersi nel peggiore dei modi, bollata da tutti come un continuo ladrocinio ai danni del cittadino. La peggiore delle infamie. Approfittarsi del suo ruolo per sistemare i propri debiti e favorire mafiosi e affini. Una vergogna che questa volta non passerà in “cavalleria”. O peggio, come lui spera, aru riscuardu.

Sul suo coinvolgimento in queste inchieste, nonostante il suo tentativo di condizionare sia la procura di Cosenza che la DDA, non ci sono dubbi. Perché Occhiuto ci ha provato, ma tutto è stato rispedito al mittente. Non ha trovato, questa volta, come spesso gli è capitato, persone corruttibili. Sulla sua partecipazione al sodalizio criminale che ha ridotto Cosenza ai minimi storici, oramai non ci sono più dubbi. Non c’è chiacchiera o depistaggio che tenga.

Il suo nome risulta tra quelli che presto saranno visitati dalla Giustizia. Perché, checché ne pensino i suoi sostenitori, la Legge è uguale per tutti, anche per lui. E presto dovrà dare conto di tutte le sue malefatte. Ora è chiaro a tutti, ed innegabile, che esiste un’inchiesta sulle “pratiche” prodotte dalla sua amministrazione dove, ovviamente, lui è il baricentro di ogni intrallazzo.

occhiuto depresso e fratello

Di questa inchiesta ha parlato anche il TG3 regionale, che è quanto dire. Quello che non capisco, al di là della sicura buona fede che avvolge i suoi sostenitori, è come mai nessuno ha mai professato, su questo, il minimo dubbio. Eppure le delibere sono lì, a disposizione di tutti a dirci che i tombini non sono stati stippati, che queste alliccate di cemento nessuno le ha mai fatte ecc. ecc.

Come si possa prendere il suo discorso così, a scatola chiusa, senza avere la benchè minima curiosità di verificare di persona (non ci vuole la laurea per leggere una determina e verificarne l’avvenuta esecuzione) se ciò di cui parliamo corrisponde al vero oppure no. Tante volte abbiamo detto e fatto degli esempi pratici: prendete una determina che dice (e sono tantissime), ad esempio, creazione dello scivolo a fine marciapiede per disabili.

Ebbene, in queste determine non è indicata né la via, né il marciapiede dove questo scivolo, che è costato 39.900 euro, è stato realizzato. Né esiste, ovviamente, l’ordine di servizio, né il collaudo dell’opera. L’unica cosa che si trova in queste pratiche è l’avvenuto pagamento della fattura alla ditta amica.

Se questo, per voi che sostenete Occhiuto, è una cosa normale, di cui non bisogna parlare perchè in fin dei conti l’ex sindaco ha fatto tante altre cose (cosa ha fatto nessuno lo specifica mai, al di là di quattru mattuni ’mbacchiati a Santa Teresa, tutto il resto è solo virtuale), beh, ognuno risponde alla propria coscienza.

Quello che rimane all’ex architetto, ex imprenditore, ex editore, ex ristoratore, ex sindaco, è l’appoggio di qualche giornale cartaceo tipo il Quotidiano, con il quale da tempo ha stretto un patto di copertura mediatica, in cambio di pubblicità fittizia.

Ma la gente per fortuna non compra più questi giornali che in tutta l’area urbana (oltre 150.000 abitanti) vende qualche centinaio di copie. La maggior parte sono abbonamenti fittizi fatti da imprenditori vicino ad Occhiuto, per ricambiare il favore. Infatti il giornale di Occhiuto, “il Quotidiano”, che ha oramai anch’esso le ore contate, visto che i giornalisti non vengono pagati da tempo, o meglio gli viene versata la metà dello stipendio dovuto, oggi titola: per Occhiuto bagno di folla. Slinguazzata classica. Ma la realtà come sempre è altra.

A partecipare all’inaugurazione sono state le solite truppe cammellate e di candidati, nell’indifferenza della città. Mi viene da dire sia al Quotidiano che ad Occhiuto che più che un bagno di folla, serve un bagno di umiltà. Per non dire un bagno penale.

GdD