Ma siamo proprio sicuri che a Cosenza si voterà?

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Quello che inibisce di più i partiti sulla scelta del candidato a sindaco di Cosenza, oltre ovviamente agli interessi di parte, è l’incognita DDA.

Lo scriviamo da giorni. Qualcosa dovrà succedere, su questo non ci piove, viste le pesanti dichiarazioni dei pentiti su malandrini, politici e pubblici ufficiali corrotti. Il rischio maggiore per il Pd, ma anche per gli altri partiti, è quello di individuare un candidato, vedi ad esempio Paolini, che magari da qui a qualche settimana potrebbe risultare invischiato in una inchiesta antimafia.

Una probabilità che non si può escludere. Da qui la furbata di alcuni di ricorrere al civismo, proprio per non mettere in gioco la faccia del partito, vedi Forza Italia.

Di contro, quei politici che vorrebbero candidarsi, vedi ad esempio Guccione, e sanno che nulla c’entrano con quel che deve venire, restano in attesa di sapere se forti avversari sono o no fuori dai giochi. Una scelta, la loro, dettata dall’opportunità.

E’ evidente. Un conto è concorrere con un Occhiuto forte, un altro è concorrere con un Occhiuto indagato, o addirittura in galera. Anche questa è una probabilità che va presa in considerazione.

Soprattutto se si tiene conto del fatto che alle già “decantate cantate” dei vari Foggetti, si aggiungono nuove rivelazioni che provengono da nuovi pezzotti pentiti. Non più dichiarazioni de relato – come nel caso delle dichiarazioni di Foggetti sul sindaco Occhiuto – sul comune di Cosenza, o per sentito dire, ma confessioni in prima persona.

Nuovi verbali che svelano gli accordi tra pezzi dell’attuale amministrazione e soggetti appartenenti alla nuova “federazione” malavitosa. Un intreccio, quello intessuto da Occhiuto, che ha come scopo quello di favorire ditte vicine alla “ nuova federazione”, in cambio di protezione e consenso elettorale. Tangenti, affidamenti diretti, cottimi fiduciari, subappalti a iosa, controllo di alcuni settori dei lavori della pubblica manutenzione. Nonché tutta una serie di favoritismi amministrativi per il disbrigo di pratiche burocratiche che interessano gli amici degli amici.

Le stesse pratiche per le quali un cittadino normale, deve aspettare anche anni prima di vederle chiuse. I nuovi pentiti cantano dei rapporti diretti tra loro e consiglieri, assessori, e nominati vari in ruoli di comando dal sindaco Occhiuto.

Tutto questo avveniva fino a poco tempo fa, quando tutto era sotto controllo: tribunale, carabinieri, polizia. Ed ogni magagna accantonata e insabbiata. Tutto stava sotto l’ombrello dell’impunità. Ma l’azione incessante e costante della procura antimafia ha scardinato di fatto tutte le loro certezze.

Sono mesi infatti che il sindaco Occhiuto ritira appalti già avviati, perché imbastiti come sempre al di fuori di ogni regola e legge, proprio perché l’aria pesante non permette più ai suoi complici di fornirgli le adeguate protezioni di cui ha goduto fino a poco tempo fa.

occhiutomannapaolini

Da mesi, conniventi e favoreggiatori del sindaco Occhiuto, si guardano a manu. Segno evidente che qualcosa bolle in pentola. Specie se la prudenza e la cautela adottata in questi ultimi tempi, proviene dalle stanze del tribunale di Cosenza, da sempre dedito a coprire magagne varie senza farsi troppi problemi. La voce di un imminente blitz gira dappertutto oramai. Tutti lo sanno. E gli amici degli amici sono in fermento.

Ora, alla luce di ciò, è verosimile anche pensare che Cosenza potrebbe non andare alle urne. Sì, avete capito bene, potremmo non votare se l’azione della magistratura antimafia, dopo le evidenti risultanze investigative, dovesse portare allo scioglimento del consiglio comunale di Cosenza per infiltrazione mafiosa. E i presupposti ci sono tutti. Una probabilità, anche questa, che non può essere esclusa.

Per cui il silenzio dei partiti, e dei vari capizzuni, potrebbe essere giustificato anche da questo. Sanno in anteprima di questa eventualità, perché gli spifferi romani li hanno informati.

Se Cosenza sarà commissariata, la campagna elettorale sarà destinata a data da definirsi. Il campanello d’allarme è già suonato, vedi Orlandino Greco, e se le cantate sono valse per lui, va da se che valgono anche per gli altri, Manna compreso.

Non serve perciò sbattersi più di tanto in questo momento, per organizzare e magari spendere soldi, per una campagna elettorale che difficilmente partirà, nonostante l’avvicinarsi della scadenza “naturale” della consiliatura. E questo la dice lunga.

Se non si muovono a pochi mesi dalle elezioni, i marpioni politici cittadini, qualcosa vorrà dire. Tutto è in standby. Basta solo aspettare l’evolversi gli eventi, per capire poi cosa succederà. E che Dio ce la mandi buona.

GdD