Madonna della Catena: a serra i giru di Faccia di plastica

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Continua senza sosta la protesta dei lavoratori della Madonna della Catena davanti all’Asp di Cosenza. Non si rassegnano ad un futuro da disoccupati. Perchè sanno che se mollano, il loro destino lavorativo è segnato. Perso questo lavoro difficilmente ne troveranno un altro in terra di Calabria. Sono determinati e preparati alla lotta. Quello che è in gioco è la serenità dei loro figli e la sicurezza economica delle loro famiglie. Che non sono polpette. Bisogna avere rispetto di questo. Ed essere seri di fronte a problemi di questa natura. Specie chi è preposto a trovare soluzioni. Ed invece stiamo assistendo, da giorni, ai soliti giochetti di palazzo portati avanti da marpioni col vecchio vizio di giocare con la vita degli altri. Cosa che fino ad ora hanno fatto, sia Faccia di plastica che la Cgil rappresentata da quel vecchio catorcio della Sciolino.

Il dg Mauro si rifiuta di incontrarli, sa che è in torto ed ha finito le scuse. Questa faccia di plastica si prende anche il lusso di snobbare la gente che ha passato una notte al freddo per difendere un diritto. Un cretino! Tant’è che neanche l’arrivo del giornalista Lino Polimeni è riuscito ad aprire uno spiraglio per favorire questa giusta e necessaria interlocuzione tra lavoratori e dg. Un doppio cretino.

Dopo i vari tavoli, e in attesa di quello importantissimo di domani in prefettura alle 11,30, la verità è venuta a galla. La responsabilità, così come dicono Urbani e Scura, è del dg Mauro che prima ha assegnato i posti alla clinica, in virtù dei quali la proprietà ha mantenuto l’organico, e poi ha ritirato la delibera. Una responsabilità che Faccia di plastica non accetta e cerca di rivoltarla facendo scaricabarile e pensando di prendere tempo. Sempre sulle spalle di chi, anche stanotte, per essere ascoltato, sarà costretto a dormire fuori.

Il dg Mauro così come la Cgil e quella ‘nzalata riccia della Sciolino, sono alla frutta, anche se la Sciolino è na ‘nzalata. E l’incontro di domani in prefettura, dove sono convocati tutte le parti, regione, Cgil, gruppo iGreco, lavoratori, commissari, ispettori, puffi e Gargamella, renderà ancora più chiare le responsabilità e dunque a chi compete “riparare”.

E siccome Faccia di plastica ha già capito l’antifona, potrebbe domani disertare l’incontro, oppure mandare qualche scazacani che non sa niente di niente. E continuare a prendere, almeno fino a dopo queste feste, a serra i giru.

Certo è che così non può continuare, una proposta che sia degna di questo nome a questi lavoratori va fatta. Se Faccia di plastica ha sbagliato, Faccia di plastica deve rimediare. E chi di  dovere lo supporti senza se e senza ma, senza trucchi e senza inganni, in questo processo.

E se veramente la Cgil, in questa vertenza, vuole stare al fianco di questi lavoratori, si impegni senza sotterfugi e svendite delle altrui vite, a tirare le orecchie a quel beone di Palla Palla che in tutta questa vicenda, com’è suo costume, sinni sta cittu e ammucciatu.