Magorno annuncia: presto in Calabria nuovi locali di ‘ndrangheta

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Magorno continua, come se niente fosse successo, la sua attività di parlamentare della repubblica e di segretario regionale dl PD.

Come se lui in quella macchina con il prestanome di Muto, a vantarsi della sua devozione al boss, non ci fosse mai stato.

Come se non avesse mai detto di adoperarsi per favorire gli amici degli amici. Si comporta come se non avesse letto con i suoi occhi la trascrizione delle intercettazioni dei ROS, fatta sull’auto dell’imprenditore della sanità, mentre si vanta di essere affiliato alla cosca di Muto. E nessuno sente il bisogno di ricordarglielo.

I magistrati in primis che sono la più grande vergogna  della Calabria e i principali responsabili della permanenza della ‘ndrangheta nelle istituzioni, quelli corrotti, ovviamente. Ma neanche la politica, quella sana, sente il bisogno di fare chiarezza attorno questa storia. E così, Magorno, col suo bel faccione e la copiata di mafioso in tasca, se ne va in giro per la Calabria e le istituzioni a parlare di democrazia e legalità. Senza un briciolo di vergogna.

Sale sui pulpiti senza sentire il benché minimo bisogno – visto tutto quello che è uscito fuori su di lui, non lo diciamo noi che Magorno è mafioso lo dicono i ROS che lo hanno intercettato, per chiarire – di dire due parole a sua discolpa.

Pesca-Franco-MutoSa bene che nessuno mai gli porrà domande sulla sua affiliazione al clan Muto. Ne’ nessuno si sentirà “offeso” dalla sua presenza. La sua paranza di partito e non solo si è stretta attorno a lui. Può parlare tranquillo di tutto quello che vuole, anche di Giustizia e Democrazia.

Nessuno si scandalizza se a parlare di queste due sacre parole è un mafioso come Magorno. In Calabria ci siamo abituati ad avere i mafiosi nelle istituzioni senza che nessuno gli dica niente. Così Magorno nella riunione di questa mattina, parlando ai suoi sodali della segreteria regionale, ha annunciato una importante riunione dei segretari di circolo in programma domani, sabato 3 settembre alle 10 all’Hotel Lamezia.

La proposta di Magorno è quella di aprire nuovi locali. Come se non ne avessimo già abbastanza di locali di ‘ndrangheta nel nostro territorio. Si è messo in testa che devono allargarsi e conquistare nuovi territori, quelli che generalmente frequenta sono ormai spurpati finu all’uassu.

Dalla riuscita di questa riunione e dalla capacità criminale che riusciranno a mettere in campo dipende la sopravvivenza dell’intero clan del PD. Questo che scrivo può anche sembrare una barzelletta, ma come si dice: in Calabria a volte la realtà supera la fantasia. E il fatto che Magorno è organico alla cosca Muto, purtroppo per noi calabresi, è una triste realtà. Possiamo ignorarla, far finta di niente. Dar del bugiardo a chi scrive. Ma il fatto rimane. Come rimangono le intercettazioni che lo inchiodano. Nascoste dai giudici. Questo è, che ci crediate o no. Roba che neanche Cetto Laqualunque avrebbe mai potuto immaginare.

GdD