Malamovida: Bianca Rende e il suo PD invocano i manganelli

Dopo i fatti di Torino l’argomento “diritto al riposo e diritto al divertimento” è diventato nazionale. Sono tante le città italiane alle prese con questa annosa questione: come conciliare i “rumori” della movida con il “silenzio” richiesto dai residenti che in quella zona vivono? Ovviamente Cosenza non fa eccezione. E come tutti sapete è da anni che è in corso un “contenzioso” tra residenti e frequentatori della movida. L’epicentro della “battaglia” è piazza Santa Teresa, ma la contestazione si è allargata anche ad altre zone della città fino ad arrivare in quel di Rende.

Le lamentele sono sempre le stesse: volume della musica alto, schiamazzi notturni, non rispetto delle regole di chiusura, e lerciume ovunque. Problemi la cui soluzione sta per lo più in capo all’amministrazione comunale che dovrebbe, dopo aver istituito le zone “movida”, far rispettare le regole predisponendo il necessario affinchè non si crei conflitto tra gli esercenti, spesso non responsabili di quel che in quei luoghi accade, e i residenti.

Si potrebbero da subito eliminare alcuni di questi problemi attraverso l’impegno dell’amministrazione e il buon senso dei cittadini, qualche esempio: la gente piscia per strada e nei portoni? Questo significa che è arrivata l’ora di posizionare qualche bagno chimico nella zona. La gente, nonostante l’istituzione della ztl, parcheggia in terza fila ostruendo passi carrabili e scivoli per i disabili? Basta predisporre un servizio dei vigili urbani fisso dalle 21,00 alle 24,00 che multa gli incivili. Basterebbe anche una ronda dei vigili attiva e sveglia che passa ogni mezzora. La musica è alta e disturba il condominio? Basta attenersi alla legge: alle 24,00 si chiude con la musica all’esterno. Chi non lo fa prende la multa. e questo vale per tutti.

I tavolini dei locali ostruiscono il marciapiede? Basta verificare le autorizzazioni, se ci sono bene, se non ci sono, via sedie e tavolini. C’è spazzatura dappertutto? Basta posizionare un po’ di bidoni nell’area ed educare la gente ad usarli.

Basterebbe già questo, per eliminare il 70% dei problemi. Ma l’amministrazione pretende che siano i titolari  dei locali a risolvere questo problema, non avendo, gli stessi, l’autorità del sindaco per farlo. La solita vigliaccheria occhiutiana che scarica sempre sugli altri i suoi problemi. Inoltre, va detto, che i titolari dei locali non possono essere responsabili dei comportamenti di gruppi di persone incivili che la sera si recano in quella zona. Eppure pare che siano gli unici responsabili di tutto. Se la gente piscia per strada che colpa ha l’esercente? E’ questo il punto, manca l’intervento del Comune, l’unico in grado di porre fine ai problemi.

Ma la cosa che più preoccupa di questa storia è l’ingresso a gamba tesa del PD nella diatriba, già complicata di suo, tra gestori dei locali e residenti. E fa specie sentire la consigliera Bianca Rende invocare addirittura l’intervento del ministro dell’Interno, come se  questo problema fosse di ordine pubblico. E’ quantomeno bizzarro invocare l’intervento dei manganelli per problemi di questa “natura”, mentre la ‘ndrangheta, come ben sa la consigliera Bianca Rende, sguazza alla grande in Comune. Come mai Bianca non ha mai sentito l’esigenza di chiamare quel pelato di Minniti per questo tipo di problemi? Forse che per Bianca il fenomeno ‘ndrangheta a Cosenza non esiste?

Dalla politica ci si aspetta impegno sulle cose serie, e non fomentare guerre tra la gente al sol fine di recuperare qualche voto, cavalcando questa o quella protesta a seconda delle necessità politiche del partito. Non c’è niente di sincero in questa azione di sostegno portata avanti dal PD, a favore del comitato “anti malamovida”. Se avessero veramente a cuore il problema invocherebbero Minniti chiedendogli di “imporre” al sindaco di predisporre servizi e azioni per riportare la situazione alla normalità e favorire la convivenza civile. Piuttosto che invocare manganelli nei confronti di chi la sera ha voglia di un po’ di relax.

Perché i consiglieri del PD non hanno scritto una bella lettera al prefetto chiedendo un suo intervento nei confronti dell’amministrazione reticente? Perché i consiglieri del PD non si fanno promotori di un tavolo istituzionale tra esercenti, residenti e sindaco?

Non lo fanno perché il loro scopo non è risolvere il problema ma portarlo all’esasperazione. Non ci cascate, e da persone civili ragionate che una soluzione si trova. Solo alla morte non c’è rimedio. E una buona e corretta movida è possibile.

(mi è crollato un mito)