Marcello Pesce e il Rosarno Calcio: una lunga storia d’amore

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Ieri è stato catturato Marcello Pesce, detto “U ballerinu” dopo 6 anni di latitanza. In molti lo ricordano per essere stato il presidente del Rosarno Calcio, che vinto la bellezza di ben 7 campionati in 8 anni sfiorando il salto tra i professionisti.

Ma ricordiamo la sua storia nel calcio.

Marcello Pesce entra nel calcio nel 1998 diventando presidente della Libertas Rosarno (squadra militante in Prima Categoria Calabrese) e i suoi progetti sono davvero ambiziosi: vuole portare la squadra nei professionisti. Stravince il campionato di Prima Categoria e Pesce sogna una scalata simile a quella del Crotone dei Vrenna.

Nel campionato di Promozione Calabrese 1999-2000 trova un avversario difficilissimo: la Palmese del presidente Rosario Albergati. Dopo un serrato testa a testa, si decide tutto allo spareggio di Vibo Valentia del 14 maggio 2000 e a vincerlo dopo una gara di insulti e minacce, è la Palmese del presidente Albergati.

Nel 2000-2001 Pesce costruìsce uno squadrone allenato nientepopodimenoche da Orazio Sorbello (ex centravanti di Campania, Padova, Modena, Pescara e Acireale) e la Libertas Rosarno stravince alla grande il campionato di Promozione Calabrese ed è promossa in Eccellenza.

Orazio Sorbello
Orazio Sorbello

Ma Marcello Pesce vuole di più, vuole portare la squadra nei professionisti: esonera Orazio Sorbello e affida la squadra ad un giovane Franco Viola, rafforzandola con nomi altisonanti ingaggiando dal Locri Criaco e Scorrano e ingaggiando persino Ugo Napolitano (il vecchio Ugone, colonna del Cosenza degli anni belli e poi passato anche a Reggina e Catanzaro) e fu un trionfo con 73 punti (frutto di 22 vittorie, 7 pareggi e una sconfitta)  e promozione in Serie D.

Ma Marcello Pesce viene arrestato a febbraio ed è costretto a vendere il titolo della Libertas Rosarno alla Deliese di Princi per fare buoni affari e la squadra di calcio di Rosarno (e dei Pesce) riparte dalla Promozione cambiando nome in Rosarnese e, con Marcello Pesce tornato in libertà, riconquista l’ Eccellenza.

Si riprova la scalata al calcio professionistico nella stagione 2003-04, in squadra ci sono ancora Criaco e Fiorino (protagonisti della vittoria in campionato nel 2001-2002) e (nonostante un cambio di allenatore) fu un nuovo trionfo di un punto sulla Paolana e questa volta la squadra di Rosarno la serie D la fa davvero.

marcelloIn quel campionato di serie D 2004-05 ci sono squadre blasonate come Paganese, Siracusa e Trapani addirittura due Cosenza (FC e 1914). Pesce si rende conto che non si può continuare a giocare su un campo in terra battuta ed è tra i primi a realizzare l’impianto in erba sintetica. Memorabile l’inaugurazione durante un match con il Milazzo in diretta TV su RaiSportSat e la dedica (addirittura primo impianto sportivo in tutta Italia) a Giovanni Paolo II, che era scomparso da poco.

In quel campionato la Rosarnese si piazza al 7° posto

Sempre in quella stagione in Eccellenza vince a suon di record nazionali la Villese di Pietro Bertuca (qualcuno dirà che ha grandi rapporti con Marcello Pesce) e in quella stagione ci sarà il suicidio di Rosario Albergati, il presidente della Palmese che giocava in quel campionato, un mistero mai risolto.

Poi Pesce fa affari con i clan camorristi di Sapri e diventa dirigente. Guarda caso Villese e Rosarnese spariscono e confluiscono nella Scillese (che retrocederà subito).

Sempre nel 2005 la Rosarnese diventa Rosarno Calcio e riparte dalla Promozione. Altro giro altro gettone.

Presidente non è Marcello Pesce, ma un certo Mimmo Varrà (un prestanome?) ed è un nuovo trionfo e si torna in Eccellenza e nella stagione 2006-2007 grazie ai gol di un certo Ciccio “Lupo” Zerbi, poi scomparso in tragico incidente stradale.

Il Rosarno risale in Serie D vincendo il campionato sulla Taurianovese, ma in una indimenticabile partita Praia-Rosarno la squadra avversaria dei pianigiani si ritira dal campo per protesta. Forse tutti sanno che quando c’è il Rosarno in queste categorie, si sa già come va a finire.

Dopo due stagioni onorevoli in Serie D, arriva la stagione 2009-2010, un campionato con squadre di grande blasone come il Trapani, la Vigor Lamezia e addirittura l’ Avellino, la squadra dei dieci campionati di fila in serie A negli anni ’80.

Marco Cirillo
Marco Cirillo

Il Rosarno è la squadra rivelazione. Guidata da Carella, la squadra rosarnese staziona a lungo nei quartieri alti della classifica e si arrende solo nelle giornate finali. Marcello Pesce mai come in quell’anno ha davvero sfiorato il sogno di portare il Rosarno tra i professionisti.

Esplodono il bomber Marco Cirillo, il difensore Cristian Ricciardi vera e propria colonna portante della Rappresentativa Serie D che ha ben figurato al Torneo di Viareggio e Pasquale Trentinella, punto fermo del centrocampo della Nazionale Dilettanti.

Ma il 2010 è un anno “traditore”. Proprio mentre Rosarno lotta per la Serie C, arrivano la rivolta delle arance e poi la grande operazione “All inside”. Marcello Pesce sfugge alla cattura e diventa latitante e da quel momento il Rosarno crolla e deve accontentarsi del terzo posto. Quel campionato lo vinse…il Milazzo, una squadra di sconosciuti e senza nomi altisonanti.

E’ chiaro che tutto dev’essere ridimensionato. In estate i Pesce cedono la squadra ad un certo Condomitti (imprenditore di una ditta di frutta chiamata Interpiana) che le cambia nome in Cittanova Interpiana.

Poi nel 2011 i carabinieri sequestrano la società e infine la confiscano e dopo due anni in Serie D (con alla guida anche Pedro Pablo Pasculli, campione del Mondo nell’ Argentina con Maradona nel 1986 ed ex Lecce), retrocede in Eccellenza e sparìsce proprio come Marcello Pesce.

Vincenzo Romaniello