Marco è un mio amico (di GdD)

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Marco è bravo. Marco è buono. Marco è umano. Marco è per il popolo. Marco è giusto. Marco è saggio. Marco è compassionevole. Marco il grande. Mi viene da dire. Al pari dei grandi Senatori della Roma che fu. Ave o Marco. Che gli Dei ti siano propizi.

E’ lui la novità del nuovo governo Renziloni.

Un pennacchio al quale da tempo aspirava e che oggi diventa realtà: ministro degli Interni.

Uno dei ministeri più delicati della nostra Repubblica. Anche se destinato a durare poco, a Marco basta per coronare il sogno di una vita. Neanche il tempo di atteggiarsi che la sua esperienza da ministro sarà già finita. Ma va bene così. L’importante è che lo sia stato. Fosse anche solo per un minuto.

Una nomina, la sua, che è piaciuta a tutti. Infatti è da ieri che giornali e televisioni ne tessono le lodi. Persino l’opposizione di governo plaude alla sua nomina. Jole Santelli gli dedica un post.  E anche una contro il sistema come la Patatina gli augura buon lavoro, non prima di dirsi cara amica ed estimatrice dello stesso.

Un Marco ben voluto da tutti. Un Marco a tempo. O meglio che batte il tempo. Perché lui è il garante, in questa fase di transizione, della tenuta dello stato democratico. Deve vigilare che a nessuno venga in testa qualcosa di strano. E chi meglio del buon, caro, vecchio (in termini di conoscenza del potere) Marco, può vigilare su questo? Nessuno. Perché Marco ha una buona parola (leggasi dossier) per tutti. E sa come convincere i furbetti e i marpioni. Ha promesso a Mattarella che non permetterà a nessuno di mettere la testa fuori dal sacco.

minnitimarcoIn molti parlano di un Marco compagno. Un Marco comunista. Marco che viene dalle barricate. Dalla lotta per la terra, per la casa, un Marco per la giustizia sociale. Marco a fianco dei poveri, degli sfruttati, degli oppressi. Un Marco marxista e a tratti leninista. Un Marco tutto piazza e protesta. Dopo Napolitano è il secondo ministro degli Interni comunista dicono giornali e televisioni. Un Marco duro, ruvido, spinoso, ma che non ha mai perso la propria tenerezza. Un Marco internazionalista, antinuclearista, pacifista, ambientalista, terzomondista. Un Marco a fianco di chi soffre. E’ questa la bellezza e la grandezza di Marco: ognuno può vederci, nella sua figura, ciò che vuole.

Anche io, con questo articolo, voglio associarmi al coro di benvenuto al grande Marco. E dirgli che la sua presenza, in questo governo,  è sinonimo di garanzia per tutti. Possiamo stare tranquilli. E spero apprezzerà l’incipit di questo mio umile pezzo. Lo sanno tutti che io ho sempre voluto bene a Marco e la prova sta negli altri articoli che su di lui ho scritto.

E’ il direttore Carchidi (da cui mi dissocio) che ne dice male, non io, questo lo voglio specificare. Per me Marco è un amico. E lo ringrazio per quello che ha fatto per me. Se non fosse stato per un suo niet, sarei finito quella sera (Marco sa di cosa sto parlando), dritto nell’agguato che mi era stato teso. Solo dopo che ho rivisto, dove e come tu sai, l’agente albanese, ho capito il pericolo che avevo corso. E quanto importante è stato il tuo intervento. Non ti avevo mai detto grazie per questo, e te lo dico ora: grazie Marco. Vigila, così come hai fatto con me, su tutti gli italiani. E che gli Dei veglino su di te.

GdD