Mareggiate sul Tirreno: gli interventi della Prociv. Tansi: “Mancata prevenzione”

Danni per mareggiate lungo il Tirreno cosentino e catanzarese.
Nell’arco della giornata odierna, si sono registrati allagamenti, a seguito di mareggiate che hanno interessato il tratto di costa che si estende da Gizzeria sino alla zona di Cetraro. L’acqua ha raggiunto la strada allagando il lungomare.
Gli allagamenti persistono così come la situazione di pericolo.
Ormai da ore la Protezione Civile Regione Calabria giunta sul posto supporta i sindaci dei comuni interessati. Diverse squadre della Protezione Civile della Regione Calabria con il supporto delle associazioni di volontariato vi operano anche con l’ausilio di idrovore e pompe di svuotamento delle aree allagate.

“Abbiamo attivato dieci unità di personale e almeno una ventina di volontari già sul posto a supportare il commissario prefettizio di Nocera”. Questo il primo commento a caldo del responsabile della protezione civile regionale Carlo Tansi rilasciato a il Lametino.it sulla violenta mareggiata che ha colpito in particolare Gizzeria Lido e Nocera Terinese, dove si registrano le situazioni più critiche, con persone rimaste bloccate nelle case e nelle attività commerciali.“L’allerta meteo era già stata preannunciata dai bollettini nei giorni scorsi – commenta ancora Tansi – e i sindaci delle zone esposte erano già stati avvertiti. La nostra sala operativa, 800 22 22 11, è attiva h24 e si possono fare segnalazioni, o restare sempre aggiornati anche grazie alla nostra nuova app “EasyAlert”. Ho sentito poco fa il commissario prefettizio di Nocera e sono state fatte sgomberare le persone nelle zone più critiche”. Nessuna onda anomala come da alcuni ipotizzato, rassicura invece Tansi, quanto una mareggiata provocata dal tempo in peggioramento in queste ultime ore.

“Con la nuova normativa – ha concluso – i sindaci sanno già che devono prendere tutte le precauzioni per fronteggiare le emergenze. Del resto, scontiamo anni di mancata prevenzione. Non si può pensare, come a Nocera, di fare prima i lungomari e poi le dovute opere di protezione”.