Mario il cazzaro e il Barone di Münchhausen: ovovia, mongolfiere e palle di cannone

Se ascoltate con attenzione le parole che dice Mario Occhiuto nel corso della sua sgangherata convention andata in scena ieri nella sala del CONI, vi convincerete che il cazzaro non assomiglia solo a Napoleone, come pure avevamo scritto tempo fa commentando la sua foto sulla terrazza del nostro povero Castello, ma, ormai, è sempre più simile, nel suo delirio di onnipotenza, al barone di Münchhausen.

Il barone è quel personaggio del ‘ 700, diventato protagonista di libri e film, che le sparava grossissime. Molto, ma molto di più di tutti i cazzari del tempo. Tra queste, un viaggio sulla Luna, un viaggio a cavallo di una palla di cannone ed il suo uscire incolume dalle sabbie mobili tirandosi fuori per i propri capelli.

mongUna delle più colossali bufale raccontate da Münchhausen però era quella secondo la quale il Barone avrebbe fatto costruire una mongolfiera (tipo quelle messe su Piazza Fera e tolte l’altro giorno!) fatta interamente di biancheria intima da donna per mezzo della quale sarebbe volato via, salvando se stesso e la sua amata, da una città immaginaria assediata dai Turchi dell’Impero Ottomano.

Vi sembra molto diversa da questa dell’ovovia che, nella megalomania del sindaco, dovrebbe collegare il ponte di Calatrava con il, già scempiato, Castello Svevo? Una ovovia per portare il popolo della notte alle feste, organizzate dalla società privata che lo gestisce, al Castello?

Illustration-From-The-Adventures-Of-Baron-MunchausenIl centro storico, i suoi palazzi, le sue case e le sue piazze crollano, vengono obliterate dalla distruzione e dall’incuria e l’architetto sindaco si diletta con l’invenzione di collegamenti alla Münchhausen o a giocare a piazzare, sulle balene spiaggiate di cemento di Piazza Fera, i soldatini-statue del grande artista Giuseppe Gallo?

Si comporta, come tutti i populisti, come se fosse unto dal Signore, come se ogni sua parola o idea possa trasformarsi in Verbo. Pur presentandosi con un tratto apparentemente mite e dimesso, come tutti i populisti eletti a furor di popolo va trasformandosi, sempre più, in un personaggio autoreferenziale e autoritario come, del resto, i dittatori europei e sudamericani del secolo scorso.