Marlane, ambientalisti soddisfatti per l’apertura dell’inchiesta ma chiedono altro

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Gli ambientalisti soddisfatti per l’apertura dell’inchiesta Marlane, ma chiedono altro

“Il Comitato per la bonifica dei terreni, fiumi e mari della Calabria” da sempre vicino alle tematiche ambientali del Tirreno cosentino ed in particolare sulle gravi presenze di rifiuti tossici nei terreni della Marlane di Praia a Mare e lungo il fiume Noce a causa della presenza dell’impianto a San Sago, si ritengono soddisfatti per la riapertura dell’inchiesta sulla Marlane.

Un problema che seguiamo sin dall’inizio, già dal 2000, molti anni prima che la Procura di Paola aprisse l’inchiesta nel 2010. Sono stati gli operai dello Slai Cobas e del Si Cobas che hanno permesso l’apertura dell’inchiesta. Sono stati loro che hanno convinto centinaia di famiglie a costituirsi parte civile e sono stati questi operai, assieme al giornalista ambientalista Francesco Cirillo ad intervistare Francesco de Palma.

L’impulso all’apertura dell’inchiesta da parte del procuratore Giordano Bruno venne dalla straordinaria manifestazione nell’ottobre del 2009 ad Amantea contro le navi dei veleni, ma già negli archivi della procura vi erano le denunce di parecchi operai e familiari. Poi il processo e la delusione per tutti dell’assoluzione in primo grado di tutti gli imputati. Una vergognosa sentenza fatta dal Presidente Introcaso subito promosso e trasferito alla Corte d’Appello di Catanzaro dove ora si svolge nei silenzi assoluti della stampa il processo di secondo grado.

Possiamo avere fiducia ora nella nuova inchiesta ? Ne vogliamo parlare sia col dott. Gratteri che con la Pm Valeria Teresa Grieco, ai quali è stato chiesto un incontro.
Noi sappiamo tutto quanto è successo in quella fabbrica. Lo hanno scritto in un libro inchiesta Francesco Cirillo e Luigi Pacchiano, mente storica della fabbrica, che nella sua memorabile testimonianza fatta durante il processo di promo grado durata ben 7 ore rivelò tutto quanto avvenne nella Marlane.

Luigi Pacchiano e Francesco Cirillo realizzarono anche una video intervista all’operaio Francesco de Palma, consegnata alla pm Lauri, titolare all’epoca dell’inchiesta, che si autoaccusò di aver sepolto i rifiuti tossici nei terreni della Marlane. Incredibilmente questa video intervista non venne mai trasmessa nelle udienze del processo di primo grado.

Di questo vogliono parlare gli ambientalisti col Dott. Gratteri e la Pm Grieco, per metterli a conoscenza, sia di questa intervista che delle trattative fatte fra Marzotto, gli avvocati di parte civile ed il sindaco di Praia a Mare, Antonio Praticò. Fu tutto regolare, chiedono ?

Le transazioni fatte ed il ritiro della parte civile da parte del Comune di Praia erano fattibili dal punto di vista giudiziario ? I sospetti da parte degli ambientalisti vertono proprio su questa “trattativa” che portò all’assoluzione degli imputati ed a una spesa totale da parte del Conte Marzotto di ben 7 milioni di euro per risarcire simbolicamente le parti civili di soli 30 mila euro.
Vale così tanto un’assoluzione, ci chiediamo ?

Comitato per le bonifiche dei terreni, fiumi e mari della Calabria