Mauro depresso, un fenomeno con la faccia (e non solo) di plastica

Raffaele Mauro, direttore generale dell'ASP di Cosenza

Chissà a quale livello sarà arrivata la depressione cronica del direttore generale dell’ASP di Cosenza, Raffaele Mauro, dopo lo sputtanamento nazionale al quale è stato giustamente sottoposto per l’incredibile vicenda della sua causa di servizio vinta al Tribunale di Cosenza, che gli ha aperto le porte per dirigere l’Azienda.

Un primo, chiarissimo elemento che il dottore Mauro non sta per niente bene, arriva dalla replica che ha mandato ai media appecoronati sulle posizioni della sua “madrina” politica, quella Madame Fifì che crede di poter governare da dietro le quinte tutte le vicende paramafiose della politica calabrese.

Mauro, invece di rassegnare le dimissioni e chiedere scusa ai cosentini, afferma che quella sentenza non significa nulla e che la sua nomina, decisa da Madame Fifì, è chiara e limpida e nessuno potrà toccargliela.

Ecco, adesso anche chi finora non lo conosceva, capirà perfettamente il motivo del nomignolo che gli abbiamo affibbiato e che ormai lo caratterizza più ancora del suo nome e cognome e della sua celeberrima depressione cronica. Faccia di plastica.

Sì, Mauro ha una faccia intercambiabile per ogni circostanza: per quando chiede la causa di servizio, per quando la vince, per quando ottiene la nomina all’ASP, per quando tratta con i dipendenti delle cliniche private o con i titolari delle stesse case di cura, per quando tratta con Madame Fifì e per quando tratta con Palla Palla e persino per quando scrive repliche e cerca di difendere l’indifendibile. Insomma, un fenomeno… di plastica.

Silvana Ferrentino e suo marito Vincenzo Martire
Silvana Ferrentino e suo marito Vincenzo Martire

Ma la plastica, ahilui, è un materiale che si incendia alla prima occasione e che si deturpa facilmente anche solo con le mani. Ragion per cui, al netto dei media assoldati dalla nota megera, la figura di… plastica che Mauro ha fatto in tutta Italia non può essere “riparata” in nessun modo se non con la cacciata a calci nel sedere.

Con un’aggravante: Mauro, per ottenere quella vergognosa sentenza, ha certamente fatto leva sia sul consulente della procura (del quale, per il momento, non conosciamo il nome ma è questione di ore…) sia sul marito del giudice del lavoro che ha emesso il dispositivo, che è un dottore dell’ASP.

Faccia di plastica, abbiamo capito che in Italia non si dimette nessuno ma un po’ di vergogna e di pudore, dopo tutto quello che sta uscendo fuori sul suo conto, ce l’ha, lo sente o viene annullato dal materiale che le ricopre, a questo punto, non solo la faccia ma tutto il corpo?

g. c.