Mazzuca: “Occhiuto sapeva tutto di quanto accadeva al 4° piano”

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Nel calderone del “tutti i politici sono uguali”, prima o poi ci finiscono tutti quelli che hanno ricoperto una carica politica/istituzionale: consiglieri, sindaci, deputati, assessori, senatori. Una generalizzazione che spesso e volentieri noi usiamo. Sbagliando ovviamente.

Ma tanta è la disperazione sociale, e la desolazione di questo nostro panorama politico che anche quando sai bene che c’è qualcuno che si salva, non ti soffermi dall’escluderlo dalla ‘nzalata. Perché pensi che in fondo quei pochi, per quanto si impegnino, non possono certo sovvertire l’ordine “naturale” delle cose alle nostre latitudini: gli intrallazzi. Dunque, è come dire: si, sono bravi, ma non fanno testo.

Non incidono. Anche loro, arrivati ad un certo livello di “denuncia” si devono fermare. Andare oltre a Cosenza non si può. E non mi riferisco alla mera, quanto “qualificante”, denuncia generica contro la ‘ndrangheta, piuttosto alla denuncia della corruzione nei pubblici uffici.

Questo comporta fare nomi e cognomi di servitori dello stato non tanto fedeli, a tutti i livelli. Dal tribunale alla questura, dalla prefettura ai vertici amministrativi di tutti gli enti. Avvocati massoni, lobbisti, imprenditori prenditori, professionisti, e tutto il cucuzzaro. Più che la malavita diventa pericoloso a Cosenza fare questi nomi. E qui spesso anche i bravi si fermano.

davanti al tribunalePerché il rischio di essere escluso in maniera irreversibile dal circuito “sociale” cittadino, è altamente probabile. Dentro questo ragionamento e all’indomani della conferenza stampa sulla legalità del gruppo Paolini, abbiamo incontrato Giuseppe Mazzuca, ispiratore politico e anfitrione di questa campagna elettorale targata Paolini.

Mazzuca è un veterano del consiglio: 10 anni consigliere. Il soggetto ideale per affrontare le questioni legate agli argomenti di questi giorni: corruzione a palazzo dei Bruzi. Perché Mazzuca c’era ai tempi del cardinale Ambrogio, e c’era con Occhiuto. La prima in maggioranza, la seconda all’opposizione.

Mazzuca più volte è finito nel calderone del “tutti sono uguali”, non tanto, anzi per niente, per questioni di ruberie, ma piuttosto per la sua vicinanza a soggetti che francamente lasciano il tempo che trovano, politicamente parlando. Su tutti Guccione. L’equazione è scontata: se sta con uno come Guccione, non può che essere un suo simile. Ma mi permetto di dire che non è così, tant’è che quando sono arrivati i nodi politici tra di loro, Mazzuca non ha avuto remore a lasciare baracca e burattini e seguire quella che per lui è la strada per la coerenza.

mazzuca guccione cipparroneHa preferito la coerenza politica all’incarico nella struttura di Guccione. Vorrà dire pure qualcosa questo nel panorama politico cosentino, dove si scannano per 50 centesimi, figuriamoci per uno stipendio serio.

Giuseppe è un mio amico, i miei lettori lo sanno bene, l’ho scritto sempre. Con lui condivido una vera amicizia. Indipendentemente dalla visione politica che ci vede agli antipodi. Infatti sono più le volte che confliggiamo che quelle dove ci rilassiamo. Ed è nel solco dell’amicizia, che passa per il rispetto, che lui mai si sognerebbe, come lo stesso io, di fare o chiedere favoritismi.

Giusè che mi dici dell’era del cardinale Ambrogio?

Come sai e come si sa, chi vuol sapere ovviamente, il mio rapporto con Salvatore Perugini non è stato proprio idilliaco. Spesso sono entrato in conflitto politico con la sua stessa giunta. A quei tempi ho ricevuto anche la proposta di un assessorato che ho rifiutato. Ho pensato che avrei meglio esercitato il mio diritto di parola restando sugli scranni del consiglio.

occhiuto450-2Si può dire secondo te che quello su cui stanno indagando oggi i magistrati, cioè “l’abuso degli affidamenti diretti al Comune”, è la normale prosecuzione del già collaudato metodo del “cardinale” Ambrogio?

Esiste oggi un sistema Occhiuto che è la prosecuzione, come dici tu, di un consolidato sistema di corruttela che sussiste da oltre un decennio al comune di Cosenza. Non è certo una novità di oggi l’abuso dei cottimi fiduciari. Questo va detto.

Qual è stata la tua opposizione all’allora sistema del cardinale Ambrogio?

Ti rispondo con un esempio. All’epoca io ero presidente della commissione urbanistica e mi fu proposto un “documento” per l’aumento di volumetria, in una zona vicino all’ingresso dell’autostrada, per la realizzazione di un albergo a 5 stelle con la “scusa” dell’utilità sociale. Documento che ovviamente mi rifiutai di portare in commissione. Ma nonostante ciò ed in mia assenza, l’aumento volumetrico fu votato in consiglio. Pratica che per fortuna dei cosentini fu bocciata dalla Regione, che non ravvisò, come avevo fatto io, nessuna utilità sociale. Questo era il sistema: cemento a destra e sinistra e a più non posso.

C’erano, dunque, anche ai tempi del cardinale le ditte amiche?

Certo che si. Basta scorrere gli elenchi per capire la continuità del sistema.

Occhiuto continua a dire che tutto quello che sta venendo fuori sugli appalti dati all’acqua i rosi, è solo macchina del fango.

Occhiuto è un campione nell’arte del negare anche l’evidenza. Se in questa vicenda è vero che non ci sono responsabilità penali riconducibili all’ex sindaco, è anche vero che ci sono delle responsabilità politiche. Occhiuto dovrebbe spiegare come ha fatto a non accorgersi di quello che stava succedendo al quarto piano. Chi conosce quel palazzo sa bene che certe cose non si possono fare in “sordina”. Qualcuna sì, ma non 61 determine in una notte. Cosa che non può passare certo inosservata. Il compito di un sindaco è anche quello di controllare. Non si può rispondere, “io ho fatto una circolare per chiedere la rotazione delle ditte”, se poi non verifichi che la direttiva sia eseguita. E poi, gli elenchi parlano da soli: ditte che hanno ricevuto più di 100 determine. Di quale rotazione stiamo parlando?

All’indomani degli avvisi di garanzia al Comune, hai fatto una nota in cui dicevi: quando abbiamo parlato noi del sistema Occhiuto abbiamo subito di tutto. Che vuoi dire?

Più volte come gruppo ci siamo recati negli uffici della finanza, come avete scritto anche voi, per denunciare brogli e malaffare. Da allora ho subito diverse minacce. Che ho sempre puntualmente denunciato ai carabinieri. Abbiamo subito anche l’incendio della sede a via Popilia. Ci siamo sempre opposti agli atti pochi chiari prodotti dall’amministrazione Occhiuto e a certe “dinamiche” istituzionali. Le nostre interrogazioni parlano per noi. Questa è la nostra storia. Limpida e trasparente. Spesso lo abbiamo fatto in solitudine.

Dici che quella del PD è stata una opposizione a “nonna”?

Dico che spesso e volentieri non sono stati nostri alleati nella battaglia per la legalità.

E se io ti dicessi, guardando a Paolini, da quale pulpito viene la predica, tu che mi dici?

Enzo è persona specchiata. Moralmente, eticamente, politicamente. Non è capace neanche di pensarli gli intrallazzi. Non ha secondi fini. Come lo vedi è: un sincero democratico. Forse questo suo atteggiamento, estremamente sincero, ti ha fatto pensare a lui, tante volte, come ad un ingenuo. Se la sincerità e l’onesta sono sinonimo per te di ingenuità, o minchiunaggine, come dici spesso tu, bene, Enzo è un ingenuo. Ti dico attenzione a non confondere le cose.

Con quella storia del pentito come la mettiamo?

Ho letto come tutti dal vostro sito il verbale del pentito. Io come Enzo, abbiamo piena fiducia nel lavoro dei magistrati. Ed è solo a loro che spetta chiarire la situazione. Attendiamo fiduciosi l’esito delle loro valutazioni. Certo è che immaginare Enzo che distribuisce banconote in una pubblica piazza a cielo aperto, mi pare più un racconto di fantasia che un fatto realmente accaduto. Avrebbe potuto farlo in maniera meno vistosa non ti pare?

katya-mazzuca-paoliniSei contro il malaffare e poi ti allei con i cinghiali?

Questa resta una tua valutazione. L’apporto della lista Cosenza Popolare, è squisitamente politico. Un’alleanza fatta su un programma e non sulle spartizioni. Checchè se ne dica. Tant’è che abbiamo tracciato insieme le linee per adottare tutti gli strumenti per rendere il Comune più trasparente possibile. Assessorato alla trasparenza, elenco ditte, rotazione controllata, riduzione drastica degli affidamenti diretti, ed accesso agli atti h24 da parte di tutti i cittadini. Solo per dirne alcuni. Cose che se Enzo sarà eletto non resteranno lettera morta, ma saranno il fulcro della nostra amministrazione. Una linea di cui si è fatta promotrice insieme a noi Cosenza Popolare. E questo è un fatto, e su questo ci confrontiamo.

Secondo te è giusto andare al voto in queste condizioni?

Si. Per il rispetto che si deve ai cittadini. E chi ha sbagliato paghi.

GdD