Mehdi Hamil: i comunisti di Luzzi criticano il vicesindaco Ferraro

Il vicesindaco di Luzzi a "La vita in diretta"
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Esiste ancora in Italia uno stato di diritto, in grado di assicurare salvaguardia e rispetto della libertà per ogni uomo, a prescindere dalla sua etnia e dal credo religioso di appartenenza?

A seguito della vicenda che vede coinvolto il giovane Hamil Mehdi, arrestato per presunta vicinanza ai foreign fighthers islamici, la sezione Lenin del Partito Comunista, fondata a Luzzi nello scorso mese di luglio, si interroga proprio su quanto lo stato di diritto sia stato rispettato.

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Invita ad una maggiore riflessione chi, seguendo l’onda di un clamore massmediatico ben lontano da una lucida e professionale cronaca giornalistica, dimentica il principio giuridico della presunzione d’innocenza e giunge persino al plauso delle forze dell’ordine per un arresto preventivo, ritenendo che tale provvedimento sia il modo per garantire la sicurezza all’interno della comunità luzzese e non solo.

“A cavalcare maldestramente il clamore mediatico sul caso di Hamil c’è anche il vicesindaco Ivan Ferraro, forse ignaro del peso che assume ogni singola parola in un simile contesto”.

L’accusa viene da Francesco Montalto, segretario della sezione del Partito Comunista di Luzzi.

“Il vicesindaco – spiega Montalto – non comprende quale sia il confine, che a nostro avviso deve rimanere ben marcato, tra il mero rispetto del lavoro della magistratura e invece il plauso per un arresto. Non si hanno elementi per inneggiare alla colpevolezza del giovane Hamil, e fino ad allora non reputiamo corretto plaudire ad un arresto che già di per sé, definendosi preventivo, ci fa preoccupare, in quanto privare della libertà un cittadino, non perché colpevole ma per ‘prevenire’ è già di per sé grave.

Ferraro plaude all’arresto, ma in base a quali elementi in suo possesso ritiene che ci fosse qualcosa da prevenire? Finora abbiamo sentito parlare soltanto di atteggiamenti di timidezza di un giovane marocchino definito introverso, abbiamo sentito di suoi viaggi all’estero e di alcuni filmati, ma si può arrestare in nome di una presunta sua mentalità?

Un’idea, un carattere o degli atteggiamenti possono di per sé portare un uomo dietro le sbarre? Ferraro parla infine di sicurezza realizzata grazie ad un arresto, ma non è proprio la sua stessa giunta comunale a parlare di perfetta integrazione della comunità marocchina a Luzzi? Convinti che tale integrazione ci sia, riteniamo che un plauso come quello di Ferraro all’arresto porti solo facili e inutili timori tra i cittadini luzzesi, da sempre invece aperti al dialogo tra etnie e culture diverse”.