“Mercatini natalizi”, chiuso il box di una signora: “Almeno mi restituiscano i soldi spesi”

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Le “Buone feste cosentine” sono iniziate proprio nel segno della bontà. Quella che vi raccontiamo è la storia di una signora che aveva avuto regolare concessione per l’assegnazione di una casetta di legno presso la villa Nuova e proprio oggi è stata costretta a chiudere.

Nonostante la grande presentazione in pompa magna e l’euforia all’apertura dei “Mercatini di Natale edizione 2015”, Cosenza riscopre il suo volto anche in queste occasioni e si mostra per quella che è veramente.

Nel pieno clima natalizio ci si aspetterebbe tanta disponibilità e comprensione da parte della città per tutti quei commercianti e cittadini, piegati dalla crisi, che sperano almeno nel periodo delle feste di accrescere un po’ le loro finanze. Ma non funziona così.

Partiamo dal principio a raccontare i fatti. La signora ha fatto richiesta per l’assegnazione della casetta in legno, per vendere prodotti artigianali fatti a mano. Dato che il bando prevedeva che negli spazi avessero trovato posto solo articoli prettamente natalizi, la richiesta è stata cestinata.

Sollecitata dalla stessa assessore Loredana Pastore e dalla dirigente ha rifatto la domanda con i criteri richiesti, includendo prodotti gastronomici attinenti al tema natalizio e pagando tutti gli oneri pari a 450 euro.

Fin qui tutto regolare. La signora ha avuto in concessione il box n° 4. Ovviamente tutte le ulteriori spese per l’allestimento e la cura della casetta sono a carico di chi la prende in gestione. Iniziano, però, i primi intoppi: il giorno 24 e 25 novembre e tutta la settimana a seguire si sono verificati problemi relativi all’elettricità.

Per ore le casette sono state senza luce e la signora che aveva preparato prodotti freschi che andavano cucinati (come cocktail di gamberi, carne, ecc..) si è vista costretta a buttare tutto per non violare le norme igienico-sanitarie.

Ha deciso, quindi, nei giorni successivi di andare sul sicuro e vendere prodotti a lunga conservazione tipicamente natalizi (torroni, panettoni, cesti natalizi, datteri ecc.) affiancandoli con oggetti artigianali che venivano regalati all’acquisto di uno dei prodotti. Con l’obiettivo di far conoscere la propria forma d’arte. Così come hanno fatto e fanno altre casette, il sapore che s’incontra con l’arte; noi non ci troviamo niente di male. Ma la politica dei “Mercatini natalizi”, non si sa per quale ragione, assolutamente non vuole questo.

Proprio per questo, forse, subito dopo le settimane dell’interruzione della luce, intorno al 28 novembre, viene chiesto alla signora di cedere lo spazio a favore di un altro commerciante, perdendo dell’investimento iniziale 100 euro.

La signora che neanche aveva chiesto il risarcimento dei danni per i prodotti andati a male e buttati, rifiuta. Di lì in poi continuamente riceve visite dai vigili che, loro malgrado, sono stati costretti ad ispezionare il box. Alla terza visita, nonostante la signora avesse già spiegato che alla vendita dei prodotti gastronomici era associato un gadget a scelta degli oggetti fatti da lei, i vigili oggi, intorno alle 18, hanno intimato la chiusura e di svuotare la casetta. Così è stato fatto.

La signora amareggiata e senza capire l’accanimento nei suoi confronti, chiede ora almeno la restituzione dei soldi investiti, sperando di avere poi la reale spiegazione della chiusura.

Ma a natale non dovremmo essere tutti più buoni e più onesti? Ci auguriamo che chi di competenza faccia luce sull’accaduto.

V.M.