Metro, giocano tutti a carte coperte (di Mario Bozzo)

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Cosenza assiste in queste ore al balletto di risposte del sindaco Occhiuto sulla metro: sì, no, poi di nuovo sì e poi un altro no. Una discussione, questa, che non solo non coinvolge i cittadini e le istituzioni, ma che risulta falsata, perché non si parla più dell’inutilità della metro, né si dice più che l’opera è antieconomica, che graverà sulle tasche dei cittadini, che non ci sarà l’utenza prevista e che i dati sono sballati: c’è stata, indubbiamente, una valutazione errata.

Si sta volutamente nascondendo il dato più importante, cioè che l’opera è inutile, perché non ci sono gli utenti e rimane dannosa anche con le modifiche previste da Occhiuto. Le sue proposte non convincono, deve chiarire se la Regione può procedere, se la trattativa è chiara.

Ciò che emerge in queste ultime ore è l’inutilità dell’opera, il mancato confronto istituzionale, la sensazione che esista qualcosa che si vuole nascondere, quindi vogliamo conoscere le procedure, le alternative viarie alla chiusura del viale e vogliamo risposte alle semplici domande che poniamo: la Regione poteva appaltare la gara in assenza dell’accordo di programma?

Un progetto che modifica sia il tracciato che la tecnologia dei vettori necessita di una nuova gara di appalto da parte della Regione? Quanti anni sono necessari per realizzare le strade che devono accogliere il traffico automobilistico che oggi passa per via Parco? Nel frattempo che si realizzano le strade alternative a viale Parco, gli automobilisti provenienti dai Casali e dalla città vecchia come arriveranno a nord della città e a Rende? Come sarà garantita la sicurezza dei cittadini che frequentano il viale quando passeranno i vettori della metro? Perché il sindaco ha cambiato idea sulla metro, tradendo l’impegno preso durante la campagna elettorale?

Sono risposte che devono essere date alla città  non attraverso i social o i media, ma attraverso gli organi istituzionali per chiarire le gravi contraddizioni riscontrate e, soprattutto, demolire l’impressione che si stia giocando a carte coperte.

Mario Bozzo

Rinascimento Meridionale