Metro, i lati positivi del percorso (di Gianni Colistro)

Perché ritengo la metropolitana un’opera importantissima!

La costruzione della tranvia Cosenza-Rende-Università della Calabria apre nuovi orizzonti per quanto riguarda il servizio cittadino su rotaia che inspiegabilmente non è mai stato preso in considerazione.

Innanzitutto la possibilità di unire la città dei Bruti con Rende. Oggi le difficoltà di raggiungere la cittadina rendese sono notevolissime, così come per arrivare in quel di Montalto Uffugo. Questo progetto, se realizzato, darebbe la grande possibilità, in un futuro più o meno breve, di realizzare un efficiente servizio che verrebbe a servire i maggiori centri urbani dell’hinterland cosentino.

Il percorso ampio e ben studiato consentirebbe di raggiungere non solo le varie zone del capoluogo, ma anche quelle in territorio rendese per concludere la sua corsa ad Arcavacata. Questo mezzo di trasporto, che occupa un suo spazio tracciato dai binari (un metro di larghezza), consentirebbe di mantenere con la massima precisione la tabella oraria.

metroPer dovere di chiarezza e per far comprendere al lettore il tragitto della tranvia ve lo riporto integralmente dalla partenza situata in Piazza Riforma. Si procede per Corso Unberto, con i binari disposti dove attualmente c’è la corsia del l’autobus, si giunge a Piazza Matteotti.

Attraverso un passaggio che verrà ricavato nei pressi del dopolavoro ferroviario, si esce davanti alla stazione delle Calabro –Lucane e ci si immette su Piazza Giacomo Mancini.   Prima dell’imbocco di via Popilia con una leggera deviazione ci si porta sulla corsia di ritorno di viale Mancini e si prosegue fino al termine del vialone.

Ci si immette su via Pio Latorre, si attraversa il Ponte Avv. Salvatore De Luca e quindi s’imbocca Via Busento, Via Crati via Valle del Neto e ci si immette sulla SS. 19 (attuale via Kennedy) e si procede fino al bivio per Montalto.

A quel punto si accede sulla SS. 19 bis e dopo qualche centinaio di metri s’imbocca un sentiero destinato alla tranvia che, dopo aver superato il sottopasso dell’autostrada, giunge al capolinea dell’università.

Quindi partenza da Arcavacata e ci si inserisce sulla ss. 19 bis. La si percorre fino al Metropolis, poi si attraversa via Genova, quindi via Busento, il ponte De Luca, Via Pio Latorre per tornare su viale Mancini e proseguire fino all’altro capolinea di Piazza Riforma.

Detto questo, che era doveroso perché in questa città si straparla senza conoscere e si sparano bugie a raffica, attendo con impazienza che il Presidente della Regione dia il via ai lavori. Perdere tempo sarebbe gravissimo e danneggerebbe tutto quello che di buono promette l’opera se realizzata in tempi brevi.

Le amenità di chi vuole ostacolare il progetto della tranvia

Iniziamo con i grillini, che a suo tempo, cioè alle ultime elezioni politiche, ho votato ricevendone una grandissima delusione (come tantissimi altri). Perché hanno fatto tutto il contrario di quello che per anni aveva predicato Beppe Grillo. Cioè si sono comodamente assemblati in Parlamento, in quello europeo e nelle varie amministrazioni del nostro bel paese. A Cosenza hanno accettato, senza batter ciglio, le nefandezze di Occhiuto e improvvisamente si svegliano alla notizia della costruzione della Tranvia con una frase senza senso. Tanto per aprir bocca: “Così si distrugge il tessuto urbano”. E che significa?

E passiamo all’ing. Giulia Fresca, che ha detto: “Il progetto base è datato 2009. In quel progetto, perciò, non verrebbero valutate le mutate condizioni di Viale Parco (l’ingegnere fa finta di non sapere che il viale è stato intitolato a Giacomo Mancini). Glielo dico io alla Fresca chi ha distrutto la splendida arteria voluta da Mancini. Il suo amico Occhiuto che l’ha ridotta ad una mulattiera con gli incivilissimi dossi artificiali e con i parcheggi assurdi e senza senso perché ha chiuso strade e piazze. E quindi creando artatamente un caos di notevole entità.

E giacchè siamo in tema due paroline le voglio ancora dire sull’ex sindaco. Un bugiardo matricolato che continua a parlare delle opere che ha fatto (quali?) per prendere in giro i gonzi (e ce ne sono). Poi dice sciocchezze sesquipedali che non stanno ne in cielo e ne in terra. Come ad esempio, che a Piazza Bilotti, dopo che ne ha fatto un obbrobrio, sorgerà il più grande centro commerciale della Calabria. Quest’ uomo probabilmente la laurea in architettura l’avrà di riffe o di raffe anche conseguita. Ma non sa che cosa significhi centro commerciale. Se lo vada a studiare prima di affermare tali oscenità.

Gianni Colistro