Metro, il Tar sconfessa il delirio di onnipotenza di Occhiuto e compari (di Matteo Olivieri)

di Matteo Olivieri

L’impianto legale predisposto dall’avvocato Piero Funari a difesa della sua assistita, la signora Milena Gabriele, ha retto in pieno, e così il Tar ha deliberato che vengano effettuati dei rilievi più approfonditi per capire se e come la chiusura della viabilità su Viale Parco produca effetti negativi sulla redditività della stazione di servizio della ricorrente. Tale passaggio è propedeutico alla decisione finale del giudice, che ha fissato per il prossimo 30 gennaio 2019 l’udienza per la discussione nel merito.

Se le argomentazioni alla base del ricorso fossero state prive di fondamento giuridico, come sostenevano Comune di Cosenza e Regione Calabria, il giudice le avrebbe rigettate. E invece no. Il giudice ha affidato alla Polizia stradale il compito di redigere una relazione esaustiva, che si avvalga anche dell’utilizzo di “documentazione fotografica e planimetria”, al fine di determinare i “percorsi e i punti di accesso pedonale e veicolare alla stazione di servizio automobilistica”. Sulla base delle risultanze di tale relazione indipendente, il giudice sarà chiamato ad esprimersi.

Tale decisione si è resa necessaria poiché il giudice ha ravvisato “discordanti dichiarazioni rese dalle parti sulla situazione di fatto, segnatamente in ordine all’impatto dei lavori in atto sull’accessibilità, pedonale e veicolare, alla stazione di servizio della società ricorrente, di dover disporre verificazione”.

In particolare, sia il Comune di Cosenza che la Regione Calabria nella propria memoria difensiva hanno argomentato che la viabilità su Viale Parco non sarebbe al momento inibita, bensì solamente invertita nel senso di marcia, e quindi – secondo loro – non sussisterebbero validi motivi per concludere che la delibera comunale produca impatti negativi sul fatturato della stazione di servizio. Inoltre – così sostengono Comune e Regione – alla stazione di servizio sarebbero comunque garantite la via d’accesso e d’uscita e, quindi, anche questo argomento sarebbe da solo sufficiente a giustificare il rigetto del ricorso.
Infine, la Regione ha chiesto al giudice di valutare come preponderante l’interesse pubblico rispetto a quello privato, in considerazione della mole di finanziamenti pubblici messi in campo (160 milioni di euro).

Tali argomenti, evidentemente, non hanno convinto il giudice che ha anzi chiesto degli approfondimenti. Giusto per curiosità, tanto i documenti prodotti dal Comune in propria difesa quanto quelli della Regione non chiariscono lo stato del flusso veicolare neppure a livello di quartiere, ma si concentrano sul solo tratto di strada che riguarda la stazione di servizio della signora Gabriele. Troppo poco.

Un’analisi più ampia dei flussi di traffico avrebbe invece rivelato che il traffico veicolare non è più permeabile come in passato e, quindi, un cliente della stazione di servizio è impossibilitato a immettersi sulla strada in senso contrario, ma dovrebbe seguire un percorso obbligato e tortuoso attraverso le vie ormai congestionate della città. Tale situazione, di fatto, scoraggia anche gli automobilisti più volenterosi che, a quanto lamenta la signora Gabriele, hanno smesso di frequentare la stazione di servizio. È legittimo attendersi che tutto ciò trovi spazio nella relazione indipendente che verrà depositata dalla Polizia stradale.

Infine, nella memoria difensiva prodotta dal Comune di Cosenza si chiedeva al giudice di rigettare il ricorso perché presentato oltre i termini di legge. Anche tale argomento, però, non è stato accolto dal giudice, il quale ha chiarito che i termini per il ricorso fossero tutt’altro che scaduti. Insomma, ad una lettura attenta del dispositivo del giudice, si evince come gli argomenti prodotti da Comune e Regione siano molto deboli e questa cosa evidentemente non è sfuggita al giudice. Al contrario, l’impianto legale difeso dall’avvocato Funari appare molto articolato e tocca atti e provvedimenti, di cui è dubbia perfino l’efficacia amministrativa.

Non rimane che attendere con fiducia gli esiti della relazione della Polizia stradale nonché la nuova udienza, dove tutte queste questioni verranno discusse nel merito. Nel frattempo, in assenza di una sospensione dei presunti lavori, proseguiranno pure i danni economici alla stazione di servizio ed a tante altre attività commerciali ubicate lungo il viale ma, soprattutto, proseguirà la situazione di oggettivo pericolo per la circolazione, anche per ambulanze e mezzi di soccorso, che ormai sistematicamente rimangono intrappolati nel traffico micidiale di viale Parco. Tuttavia è innegabile che la decisione del Tar restituisca alle persone fiducia sul fatto che la giustizia alla fine trionferà.