Metro, numero di corse inadeguato e orari ridotti all’osso (di Matteo Olivieri)

«La metrotramvia aggrava i problemi di mobilità dei cittadini»

Emergono nuovi dettagli del contestato progetto di metrotramvia Cosenza-Rende-Unical. E’ previsto un numero di corse inadeguato ed orari di esercizio ridotti all’osso pur di far quadrare i conti. Nonostante ciò, secondo le indiscrezioni di stampa, il prossimo 8 giugno potrebbe avvenire la firma (in sanatoria) dell’accordo di programma finora mancante.

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di Matteo Olivieri

Finora i fautori della metrotramvia Cosenza-Rende-Unical hanno sempre magnificato i presunti benefici derivanti dalla sua realizzazione. Si è detto che ne beneficerà l’ambiente, la qualità della vita e perfino, l’economia locale, attraverso la creazioni di posti di lavoro e la rivitalizzazione del centro storico di Cosenza, da anni in via di spopolamento. Tutte affermazioni velleitarie, che non trovano riscontro nei fatti. I dati progettuali sono ormai unanimemente considerati “gonfiati” rispetto alle reali esigenze dei cittadini, mentre i dati economico-finanziari finora trapelati parlano invece di un “mostro” che divorerà per anni milioni di risorse pubbliche, e imporrà perdite a carico dei cittadini, senza peraltro garantire alcun livello di servizio efficace.

Lo scenario “di minima” ha validità di 5 anni e prevede 15 ore di esercizio nei soli giorni feriali invernali. Elaborazione dati Peopleconomy.

Dal progetto approvato in via definitiva dalla Regione Calabria, si apprende infatti che sono stati previsti due scenari di esercizio: il primo, definito “di minima”, è valido per i primi 5 anni; il secondo, definito “ottimale”, entrerà in vigore dopo i primi 5 anni e corrisponderà all’ipotesi di servizio a pieno regime. Nello scenario “di minima” il servizio verrà effettuato dalle 6:30 alle 21:30 nei giorni feriali invernali (15 ore, pari a circa 170 giorni all’anno), e dalle 8:00 alle 20:00 nel resto dell’anno (12 ore, pari a circa 195 giorni all’anno), cioè nei giorni di sabato, domenica, festivi e feriali estivi.Inoltre, le “ore di punta” previste sono 6, e le “ore di morbida” 9, a fronte delle attuali 9 ore di punta del servizio pubblico locale su gomma. In pratica, nei primi 5 anni di esercizio, viaggeranno in media 2,5 vetture su 11 acquistate per il 53,42% del tempo di esercizio (pari a 195 giorni all’anno), 5 vetture su 11 nei giorni feriali “di morbida” e 8 vetture su 11 nei giorni feriali “di punta”.

Ovviamente il numero di vetture si riferisce ai due sensi di marcia, e include le “bretelle” per l’ospedale e per la stazione di Vaglio Lise. Quindi, per avere un’idea dei tempi di attesa alle fermate occorrerà dividere per circa 2. In particolare, nelle “ore di punta” dello scenario “di minima” sono state previste 3 corse all’ora sulla tratta «Due Fiumi-Unical», 3 corse all’ora sulla tratta «Ospedale-Due Fiumi‐Unical», e 2 corse all’ora sulla tratta “Due Fiumi‐Vaglio Lise‐Unical». Nelle “ore di morbida” le corse diventano 2 all’ora sulla tratta «Due Fiumi‐Unical», 2 all’ora sulla tratta «Ospedale‐Due Fiumi‐Unical» e 1 all’ora sulla tratta «Due Fiumi‐Vaglio Lise‐Unical». 

Nella migliore delle ipotesi, i tempi di attesa per l’ospedale nei giorni feriali invernali saranno di 20 minuti nelle “ore di punta” e di 30 minuti nelle “ore di morbida”. In tutti gli altri giorni dell’anno (sabati, domeniche e festivi, giorni feriali estivi) il servizio verrà effettuato per 12 ore (8:00‐20:00) con un numero di corse corrispondente al 50% di quelle effettuate nelle ore “di morbida” dei giorni feriali invernali. 

Lo scenario “ottimale” prevede un allungamento degli orari di esercizio ed un numero maggiore di corse, ma solo nei giorni feriali. Elaborazione dati Peopleconomy.

Nelle fermate elette a “nodi di scambio”, i tempi di attesa saranno più bassi, e così – per esempio – i “Due Fiumi” (che – in linea d’aria dista poche centinaia di metri dalla stazione di P.zza Riforma/Ospedale) avranno tempi di attesa di circa 7,5 minuti nelle ore di punta e di 12 minuti nelle ore di morbida dei giorni feriali invernali, che diventeranno 24 minuti in tutti gli altri giorni dell’anno. Nelle fermate “periferiche”, invece, i tempi di attesa si dilateranno a dismisura, arrivando addirittura ad 1 ora, come nel caso della stazione ferroviaria di Vaglio Lise.

Nel secondo scenario, definito “ottimale”, il servizio verrà effettuato dalle 6:00 alle 24:00 nei giorni feriali invernali (18 ore, pari a circa 260 giorni all’anno), e dalle 8:00 alle 20:00 nel resto dell’anno (12 ore, pari a circa 195 giorni all’anno), cioè nei giorni di sabato, domenica e festivi. Le principali differenze sono due: viene abolita la distinzione tra giorno feriale invernale o estivo, e nei giorni di sabato, domenica e festivi, il livello di servizio previsto sarà lo stesso di quello prestato nelle fasce di morbida dei giorni feriali. Inoltre, il numero di ore di punta passerà da 6 a 7.  Insomma, il quinto anno segnerà lo spartiacque tra lo “scenario di minima” e lo “scenario ottimale”, ed è stato previsto un aumento delle corse pari a quasi il 25% ma solo nei giorni feriali, mentre la situazione rimarrà identica nei giorni (pre-)festivi. Tuttavia, considerato che l’orario d’esercizio verrà esteso dalle 15 alle 18 ore giornaliere, la percentuale di “ore di punta” sul totale della giornata lavorativa diminuirà dal 40% a circa il 38,8%.

In questo secondo scenario, nei giorni feriali (inverno/estate) il numero di corse diventa di 3 all’ora sulla tratta «Due Fiumi‐Unical», 3 all’ora sulla tratta «Ospedale‐Due Fiumi‐Unical» e 2 all’ora sulla tratta «Due Fiumi‐Vaglio Lise‐Unical», mentre nei giorni di sabato, domenica e festivi il numero di corse diventa di 2 all’ora sulla tratta «Due Fiumi‐Unical», 2 all’ora sulla tratta «Ospedale‐Due Fiumi‐Unical» e 1 all’ora sulla tratta «Due Fiumi‐Vaglio Lise‐Unical». In totale, viaggeranno al massimo 5 vetture su 11 disponibili nel 72,32% del tempo di esercizio, mentre viaggeranno 8 vetture su 11 nel restante 27,67% del tempo di esercizio. Anche in questo caso, il numero si riferisce ad entrambi i sensi di marcia.

Un esempio di refuso nel progetto definitivo: nella tabella si parla di orario di esercizio dalle ore 6:50 alle 21:50, ma – poco sopra – nel testo si parla dell’intervallo ore 6:30 alle 21:30.

In ogni caso, va fatta rilevare la presenza di errori e refusi evidenti nel progetto approvato dalla Regione Calabria, visto che quello che si scrive nel testo differisce dalle tabelle allegate allo stesso. A titolo di esempio, il già citato orario di esercizio, che – nello scenario di minima – è ipotizzato dalle 6:30 alle 21:30 nei giorni feriali invernali, nella tabella di riferimento diventa dalle 6:50 – 21:50. Differenze minimali che rischiano di avere profonde influenze sulla vita dei viaggiatori (soprattutto i pendolari), e che in ogni caso parlano della scarsa attenzione riservata ai dettagli del progetto. In ogni caso, è stato previsto un numero di corse sottodimensionato per un’area urbana dove insistono scuole, ospedali, università e servizi pubblici di rilevanza regionale e, soprattutto, una previsione assolutamente inadatta a smaltire il traffico veicolare o a rivitalizzare il centro storico e le periferie di Cosenza e Rende.

Emergono poi- in maniera macroscopica – alcuni errori di valutazione. In particolare, nei primi 5 anni di esercizio, i giorni feriali estivi vengono considerati alla stregua dei giorni festivi (senza peraltro tenere in considerazione i tempi e i ritmi universitari), mentre il termine del servizio è fissato inderogabilmente alle ore 20 nei giorni festivi – sia invernali che estivi – proprio quando gli utenti sono maggiormente invogliati a stare più lungo all’aperto. Come si vede, il monte chilometrico è stato stabilito in maniera estremamente rigida e senza considerare le reali esigenze dell’utenza o la possibilità di eventi “di massa” straordinari (come concerti o eventi), che in genere avvengono nei giorni (pre-)festivi, proprio quando la metrotramvia viaggerà al 50% (o al 50% del 50%, a seconda degli scenari) della sua piena capacità di trasporto. Infine, non si è neppure tenuto conto delle “coincidenze” da e per Paola. Per esempio, un utente che prendesse il treno regionale in partenza dalla stazione di Paola alle ore 21:27, con arrivo a Cosenza alle ore 21:49, rischia di non trovare alcun collegamento della metrotramvia. Pertanto, appare evidente che se i cittadini vorranno un servizio più capillare ed efficace, dovranno pagarsi per intero il costo del servizio aggiuntivo. Oltre al danno, pure la beffa.